Coronavirus, cambia l’autocertificazione: si rischia il carcere

Con la quarantena non si scherza. Va rispettata. E per chi non lo facesse, si profila una batosta penale: denuncia per “procurata epidemia colposa”, reato che va dai 3 ai 12 anni di carcere. Così cambia anche il modulo di autocertificazione che è stato predisposto dal ministero dell’Interno. vE’ online il nuovo modello che integra quello precedente e che contiene una nuova voce. Il modulo, come è noto, va sempre portato con sé quando si esce di casa, o comunque l’hanno le forze di polizia. Va compilato e controfirmato. Nel modulo aggiornato c’è una voce particolarmente significativa: l’interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’articolo 1, comma 1, del decreto dell’8 marzo scorso, quello che ha dichiarato l’Italia intera come zona arancione e impone il divieto assoluto a tutti i cittadini di uscite dalla propria abitazione. Ora, l’articolo 1, comma 1, riguarda chi si trova in quarantena per ordine dell’autorità sanitaria. O perché affetto dal Covid-19, o perchè particolarmente a rischio. Ebbene, il decreto stabiliva un obbligo assoluto di restare chiusi nella propria dimora. Il nuovo modulo, che in caso di controlli resta in mano alla polizia, ed è alla base di verifiche successive, in pratica diventa una specie di autodenuncia qualora la persona trovata in strada fosse in quarantena. E a quel punto scatterà la denuncia per il reato di “procurata epidemia colposa”. (fonte la stampa)

I NUMERI – Nei primi cinque giorni di controlli, su oltre 665.000 persone fermate, quelle denunciate sono state 27.500. Poco più di 1100 gli esercizi commerciali denunciati per non aver osservato le disposizioni sulle chiusure o sulle distanze di sicurezza.

 

IL NUOVO MODULO DI AUTOCERTIFICAZIONE (CLICCA PER SCARICARE)

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