Coronavirus, storia e colpe di uno scenario di guerra italiano annunciato

di Salvatore Napolitano *

Siamo entrati in un vero scenario di guerra che ha colpito una parte dell’umanità, nell’era del post-industriale.

Le prime pagine del romanzo di George Orwell “1984”, pubblicato nel 1948, presentano al lettore uno scenario della città di Londra, con una verosimiglianza incredibile alla realtà delle nostre città, fredde e deserte, sotto attacco di un virus invisibile (Covid19), che limita le libertà individuali e collettive, con la prospettiva di essere osservati e controllati negli spostamenti, da un Grande Fratello anch’esso nascosto. La coartazione alla quale siamo sottoposti sta compromettendo l’identità individuale costringendoci a ripararsi dentro casa, per sfuggire a un nemico che lo Stato Italiano non riesce a combattere, di fronte al quale ha alzato bandiera bianca. La resa. La curiosità mi ha spinto ad una ricerca dati sulla criticità della sanità italiana rispetto ai paesi europei, e non. Dal Rapporto sullo stato del SSN – Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale, pubblicato nel mese di settembre 2019, riportato dall’AGI, si evince il quadro della destrutturazione (riconversione – accorpamento) della sanità pubblica, iniziata negli anni novanta,senza alcuna ricaduta economica per le casse dello Stato.

Estraggo qualche dato numerico, sulla tendenza dell’assistenza ospedaliera in Italia, dal 1995 al 2017.

  • 1995068 istituti di cura pubblici.
  • 1998381 istituti di cura, di cui 846 pubblici, 535 privati accreditati
  • 2007197 istituti di cura, di cui 658 pubblici, 538 privati accreditati.
  • 2017000 istituti di cura, di cui 518pubblici,420 privati accreditati. 

Il SSN è passato da1.068 strutture ospedaliere pubbliche, anno 1995, a 518nel 2017, con un decremento del 48%. Presumo che oggi (anno 2020) sia maggiore. Intanto, le risorse dello Stato, impegnate per la sanità, sono passate da 60 miliardi del 1998 a 112 miliardi del 2017, con un aumento delle risorse dell’86%, mentre per i privati da 25 miliardia 38 miliardi.

Il numero dei posti letto, nel 1998,era di circa 311.000, 5.8 ogni mille abitanti; nel 2017, erano 192.000, 3.2 ogni mille abitanti. 120.000posti in meno. La media europea è di 5.1posti letto per ogni mille abitanti. Il raffronto dei dati, sul piano internazionale, è ancor più drammatico per l’Italia.Infatti, secondo i dati Ocse (Agi 2020), al primo posto vi è il Giappone con 13.1 posti ogni mille abitanti, la Corea del Sud (12.3), la Russia (8.1), la Germania (8.0), l’Italia(3.2) è ampiamente sotto la media.  Ancor più drammatico è il dato riguardante i posti letto nelle ICU (intensive care units) ogni mille abitanti. Nel 2018 in Italia, i posti letto complessivi, nel pubblico e privato, destinati alla terapia intensiva, erano e sonocirca5.100,2.6ogni 1.000 abitanti. I dati di uno studio fatto dall’Istituto Mario Negri, rilevano la necessità, in questa fase, di almeno altri 4.000posti in terapia intensiva, arrivare a 4.5 posti ogni 1000 abitanti. Disponibilità che ha l’Ungheria.La Francia conta su 3.1 posti letto per 1.000 abitanti, la Germania con 38.000 posti letti disponibili nelle ICU, è la prima con 6.0 per ogni 1.000 abitanti. La Svizzera, con 8,6 milioni di abitanti, ha 1.200posti letto nelle ICU. La Polonia ha 4.500 letti nelle ICU, 4.8 posti per ogni 1000 abitanti e 10.000 ventilatori polmonari, con una popolazione di 38 milioni.

In Europa (22 paesi), l’Italia è quintultima, mentre la Germania è prima.

Dalla lettura dei dati, anche per i non addetti ai lavori, si evince il grave deficit strutturale della sanità italiana nel far fronte all’attuale evento pandemico, così violento e terrificante. L’unica difesa che abbiamo per non farci sorprendere da questo nemico invisibile e subdolo è “ritirarci”, dignitosamente.  Non rinunciando a combattere con la solidarietà e la forza delle idee e dello spirito. Lo Stato italiano,purtroppo, con un SSN nelle condizioni attuali, non riesce a tutelare la vita dei propri cittadini, pur garantita dalla Costituzione, a dare risposte efficienti ed efficaci alla pandemia da Covid19. I primi a essere in difficoltà sono coloro che combattono in prima linea, medici e operatori sanitari, forze dell’ordine e chi assicura i servizi essenziali allo stato, privati del minimo necessario per la protezione individuale.

L’esposizione dei dati dell’Agi contribuisce alla presa di coscienza che il sistema generale del paese deve essere rifondato e ripensato dalle fondamenta, nulla sarà come prima e nulla sarà come il presente. Purtroppo, l’Italia, sin dal primo momento, si è trovata impreparata per mancanza di personale sanitario (20.000 medici e infermieri) e per indisponibilità immediata di attrezzature tecniche e macchinari medici, ventilatori agli ospedali, mascherine e altro necessario a poter mettere in sicurezza il personale dei servizi pubblici essenziali e le forze dell’ordine. Dinanzi a tale realtà è ovvio che i sistemi sanitari degli altri paesi rispondano senza affanno, avendo organizzazioni e disponibilità di personale e di posti letto Icu. La stessa Grecia è messa meglio dell’Italia. La Germania, addirittura, ha messo in campo un primo intervento di 150 miliardi di euro a sostegno del sistema sanitario e produttivo del paese.    

Concludendo, siamo costretti all’inabilità, con l’unica possibilità di contatto col mondo esterno garantita dal Grande Fratello, che tutto osserva e conserva. Zero privacy, zero umanità, tanta crudeltà, per il semplice motivo che il paese è riuscito a smantellare il sistema sanitario più invidiato al mondo, senza sostituirlo con altro efficiente. Riuscirà l’Italia a risollevarsi e riconquistare la vera Democrazia, affermando l’Etica e la Giustizia? Si avrà una diversa e migliore umanità se solo riconoscessimo alla Politica il ruolo di guida del mercato e della finanza. Ho letto da qualche parte che: “La Pace non è la Guerra. La Libertà non è la Schiavitù. La Forza non è l’Ignoranza”. Tale affermazione si può solo condividere. Riaffermare la Libertà è, sopra ogni cosa, riconoscere la sacralità della vita dell’essere umano, unico detentore della spiritualità dell’Universo. Ora, mi direte, cosa c’entra con la situazione attuale. C’entra, eccome. Se la politica italiana degli ultimi decenni, avesse avuto quale obiettivo principale la centralità del bene della persona non ci troveremmo nella drammatica situazione di oggi. Scaricare sul popolo italiano la responsabilità di arrestare la diffusione del contagio, per bloccare la strage degli innocenti che si sta consumando, è cinismo.

Gli italiani sono maturi e saggi, ce la faranno. Ma, hanno compreso la Verità”.

*Presidente Zona 4 Distretto 108YA Lions, ex consigliere provinciale di Napoli ed ex consigliere comunale di Cicciano

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