Coronavirus, associazione pasticcieri napoletani boccia ordinanza De Luca: “Restiamo chiusi”

L’associazione pasticcieri napoletani ha deciso di non aprire le attività in risposta all’ordinanza regionale numero 37 firmata dal governatore della Campania Vincenzo De Luca su ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid-2019 relativa a attività e servizi di ristorazione, commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, articoli di cartoleria e libri. Resteranno chiusi moltissimi esercizi a Napoli e nel Nolano.

VISITA MEDICA“Essa prevede – si legge nella nota – la parziale riapertura delle attività in oggetto ma le condizioni per metterle in atto sono davvero difficoltose. Tra le varie indicazioni date ai titolari di pasticcieria viene chiesta una visita medica per tutti i dipendenti per stabilire che non siano affetti da coronavirus, il tutto senza effettuare tamponi ma con una dichiarazione del medico di base che lo accerta. Come fa un medico a stabilirlo senza un tampone? Come può prendersi una responsabilità del genere?”

LA DIFFERENZA CON I NEGOZI DI ALIMENTARI“Un altro fattore che desta non poche domande e dubbi di gestione dell’emergenza è la differenza di trattamento avuta per noi pasticcieri e per i commercianti alimentari: a loro – continua il documento – è richiesto solo di indossare mascherine e al massimo i guanti, nonostante avessero un contatto comunque diretto con la clientela che a noi è negato in quanto potremmo operare solo a serrande abbassate quindi in laboratorio per solo consegne a domicilio. Come mai però i panettieri possono farlo? Cosa cambia, rispettando naturalmente tutte le norma di distanziamento sociale ed igiene, se un cliente entra in una panetteria o in una pasticceria? Sembra strano che vengano considerate due cose totalmente diverse tenendo anche conto che alcuni panettieri hanno realizzato a Pasqua casatielli e pastiere, mentre a noi è stato negato di operare in una festività che per la categoria è una vera panacea”.

CONSEGNE A DOMICILIO“Tornando – aggiunge l’associazione pasticcieri napoletani – alla decisione delle consegne a domicilio che dovremmo fare solo dalle 7 alle 14 ci viene inoltre obbligato di consegnare solo nel comune di appartenenza. Dunque se una pasticceria ha clienti oltre il proprio comune non può soddisfarli e cominciare e riprendere un discorso fermo da mesi, ma va considerato anche che in taluni comuni da un lato della strada si è in una zona e dunque in un territorio comunale, nell’altro lato no, quindi non si può nemmeno attraversare per fare una consegna. Assurdo davvero”.

RESTIAMO CHIUSI“I nostri colleghi di altre regioni non hanno mai chiuso il laboratorio e hanno fatto le consegne a domicilio per tutto questo periodo anche in zone molto più colpite della Campania senza avere tutte queste restrizioni che ancora oggi chiedono a noi. Per questo motivo e per la dignità e professionalità che ha sempre contraddistinto la nostra categoria abbiamo deciso,anche se a malincuore, di non aprire i nostri negozi”.

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