Coronavirus, Cicciano: la storia di Giuseppe “incastrato” nella burocrazia

CICCIANO (nello lauro)  – Una storia particolare e difficile ai tempi del coronavirus. Di sfortuna (tanta) e di sofferenza (troppa). E’ quella di Giuseppe Battaglia, 39 anni, originario di Cicciano. Un incubo cominciato a gennaio e che dura ancora oggi. Giuseppe, pizzaiolo da 25 anni, viene assunto da un ristorante il 3 gennaio a Rosà in provincia di Vicenza. Prende anche casa al piano superiore del locale. Sembra l’inizio di una nuova vita. Cinque giorni tutto cambia: l’8 gennaio scoppia un incendio che distrugge il locale e danneggia l’appartamento che viene dichiarato inagibile dai vigili del fuoco. “Non conoscevo nessuno – racconta Peppe il pizzaiolo come lo chiamano gli amici di sempre – e non sapevo dove andare. Sono andato tornato da un amico a Cicciano dove dovevo restare fino al 25 febbraio. Prima di rientrare a Rosà ho chiamato il comune (la regione Veneto è diventata zona rossa) che mi ha però detto di non tornare e sono rimasto nel comune di Cicciano rispettando la decisione del sindaco Corrado di non uscire di casa”. “Il 30 marzo vengo a conoscenza del bonus spesa e ho fatto la richiesta, ieri però i vigili di Cicciano mi hanno informato che non posso avere il buono perché non sono residente, circostanza confermata anche dal sindaco che mi ha detto di rivolgermi al mio comune” aggiunge Giuseppe. “Ho scritto al comune di Rosà che nulla può fare perché la loro attività in questo momento è di consegnare a domicilio alle persone in difficoltà delle spese alimentari”. Però l’Ufficio servizi sociali di Rosà ha preso a cuore la situazione del suo concittadino inviando una lettera al Comune di Cicciano con la quale ripercorre tutta la vicenda del pizzaiolo ed invita l’amministrazione comunale campana a valutare un intervento “straordinario” a favore di Giuseppe, costretto dalla quarantena a restare in un comune senza essere residente, in modo tale da potergli garantire un sostegno con aiuto alimentare. Una situazione davvero al limite dove tutti sembrano nel giusto binario legislativo ma dove Giuseppe resta incastrato tra i due mondi e senza buoni spesa. “Ora sono ospite a casa di un amico, è difficile andare avanti così. Mi piacerebbe essere utile e collaborare, così mi sento un peso”.

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