I giovani, il futuro e la resilienza sociale ai tempi del coronavirus

di Salvatore Napolitano *

Marcare lo shock psicologico che si è abbattuto sull’individuo e sull’intera società italiana, da diverse settimane, per la pandemia da Covid19, è certamente un’ovvietà. Il pathos che ci avvolge pone una domanda: quale sarà la capacità di resilienza dell’individuo e della società, allo sconvolgimento degli standard di vita socio/economici e politici, prodotto da questa situazione? Molto dipenderà dalla forza di reazione alla crisi attuale nella misura in cui la politica porrà al primo posto il bene del sistema Italia. I nostri padri hanno difeso la Patria per salvaguardare le loro famiglie e la libertà del Paese, rischiando la vita con il coraggio della paura. L’amore per la libertà era la virtù principale che, nel secolo scorso, ha motivato la grande rinascita del paese più incantevole del mondo. Dobbiamo oggi trasferire ai giovani  il patrimonio  di valori  ereditati  affinché si trasformi  in  energia resiliente  alle difficoltà che la situazione eccezionale sta creando. Il concetto di resilienza sociale sarà senz’altro lo studio più interessante da sviluppare al fine di analizzare la risposta dell’individuo e della collettività alla quarantena imposta dal Covid19. I giovani sono soggetti da osservare attentamente nel particolare contesto che stiamo vivendo. La risalita sulla soglia della normalità della vita dipenderà dalla reattività al trauma subito e da come hanno gestito in questo periodo la “libertà virtuale”. In queste prime settimane, ho osservato in che modo stanno trascorrendo le giornate i miei due figli. Femmina e maschio. Entrambi giovani, con relazioni amicali abbastanza consolidate e molteplici. La consapevolezza di rischiare la vita, e poter far rischiare la vita ai propri cari, ha fatto emergere la migliore risorsa interiore, che è in ognuno di loro. In loro, come nella maggioranza dei cittadini italiani. La forza d’animo che rende sostenibile le avversità e le privazioni della vita, cioè la resilienza sociale, ha vinto sulla tanta agognata ricerca di libertà personale. E’ interessante esaminare i risultati di una recente ricerca internazionale, anno 2019, presentati da Eurispes, nel 32° Rapporto Italia 2020, su: “I giovani e la loro idea di futuro”. Lo studio ha interessato giovani tra i 18 e 30 anni, che vivevano in Italia, Germania, Polonia e Russia, per “conoscere e studiare l’immagine del futuro che si è formata nei giovani”, al fine di programmare le politiche socio-economiche rispetto alle aspettative delineate. Dal citato RI2020 estrapolo alcune significative valutazioni su cosa i giovani concentravano la loro attenzione, come: “I risultati hanno mostrato la prevalenza dei valori sociali e privati; questi ultimi includono i valori relativi alla vita economica. La maggiore estraneità è risultata per i valori politici (democrazia, patriottismo, impegno politico) e valori spirituali (bellezza e religione)”. Il rapporto rilevava, che: “quanto maggiore è lo sviluppo economico dello Stato, tanto minore è l’importanza che i suoi cittadini attribuiscono al lato materiale della vita”. In sintesi, i giovani europei intervistati, prima della pandemia, a mio parere, davano molta rilevanza al lavoro e al denaro, alla libertà personale e all’indipendenza, alla bellezza personale e al comfort, attribuendo al valore dei figli, alla religione e  alla  Patria importanza relativa. Una  chiara e  schematica visione  dei risultati ottenuti dalla ricerca condotta da Eurispes, nel 2019, è mostrata nella figura seguente.

 

I risultati della ricerca sono stati utili per tracciare, in particolare, un profilo dei valori della vita, dello stato emotivo e il senso di fiducia nel futuro dei giovani, prima dell’evento pandemico. Una visione del loro stato psicologico un attimo prima di entrare in un mondo che, probabilmente, non potranno più sognare.Sarebbe  molto interessante  replicarla  analizzando  l’impatto  pandemico  sui  giovani  per verificarne la relativa resilienza e, di conseguenza, la visione della vita eventualmente mutata. La prossima ricerca la estenderei anche ai giovani degli Stati Uniti d’America. Le differenti risposte all’alterazione dello stato emotivo dipenderanno dalla solidità  del corpo sociale nel quale i giovani si sono formati, e dall’appropriata gestione e risposta dei sistemi dei paesi interessati dalla pandemia. E’ materia di studio, affascinante e complessa, sia per i professionisti delle scienze sociali che degli psicologi, per ridisegnare il futuro della nuova umanità. L’esame dei risultati della ricerca traccerà la nuova realtà di società che i giovani immaginano nel prossimo futuro. Comprendere se ha reso tutti più consapevoli della dura realtà della vita, mettendo in discussione il potere dei miti pre Covid19, fondati su alcune certezze, che si rileveranno labili. Immagino un mondo per le future generazioni più riflessivo e meno caotico, più sereno e più giusto, dove la logica ha un posto in prima fila nell’agire dell’umanità. La riflessione che lascio è di speranza. Auspico che il passaggio dalla globalizzazione senza regole alla riconquista della centralità della persona, avvenga nella direzione del recupero “del senso della vita”, quale opportunità unica, vissuta nell’amore per l’uomo e rispetto per la natura. Per raggiungere tale nobile scopo, invito i giovani a riconsiderare l’importanza primaria della Politica nell’esistenza dell’umanità, intesa nel senso più vero e nobile di Socrate, ”capacità di organizzare la società al servizio del benessere del cittadino”, e non dei poteri invisibili delle multinazionali. Una nuova e capace leadership politica deve assumersi la responsabilità di governare  il cambiamento. Per raggiungere tale traguardo bisogna ripristinare la scala gerarchica dei saperi, principio fondamentale della democrazia. Questo è il compito dell’attuale generazione. Non semplice ma possibile. 

*Presidente Zona 4 Distretto 108YA Lions, ex consigliere provinciale di Napoli ed ex consigliere comunale di Cicciano

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