Saviano, Asmel contesta la decisione di De Luca: “Mai vista quarantena di sei giorni”

Asmel, l’associazione dei Comuni con oltre 3200 soci in tutt’Italia, contesta l’ordinanza del governatore della Campania De Luca che ha istituito la zona rossa a Saviano, la prima in provincia di Napoli.  L’associazione non contesta l’evidenza dei fatti, 200 persone in strada per dare l’ultimo saluto al proprio sindaco, Carmine Sommese, scomparso per coronavirus. E la necessità di perseguire comportamenti irrispettosi delle norme, della prudenza e dei tanti che non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari.  Ma ritiene illegittima un’ordinanza disposta con scadenza al 25 aprile prossimo, “il tempo strettamente necessario all’individuazione dei soggetti che hanno partecipato al corteo funebre”.  E ritiene pretestuose le motivazioni addotte dal Governatore: “La messa in quarantena per il Comune di Saviano, è stata una decisione inevitabile per impedire il sorgere di un focolaio di contagio a tutela della salute dei cittadini di Saviano, di quella dei Comuni vicini, e di un intero territorio densamente abitato”.

Secondo Asmel, De Luca ha commesso due invasioni di campo. La prima, in quanto tocca a Prefettura e Autorità giudiziarie, la competenza esclusiva nelle indagini per individuare quanti hanno partecipato ai funerali.  La seconda, perché le Ordinanze emergenziali, a norma sia della legge istitutiva del servizio sanitario nazionale, che del testo unico degli enti locali, sono nella competenza esclusiva del sindaco, quando riferite al territorio di un singolo comune.

Francesco Pinto, segretario generale Asmel

“Una quarantena di soli sei giorni – dice Francesco Pinto, segretario generale Asmel – non si era mai vista. In Campania l’ha introdotta l’ineffabile De Luca. Ordinanze del genere si dispongono in situazioni eccezionali e di emergenza certamente non accertate a Saviano, in cui 16000 cittadini si son visti privare pretestuosamente delle proprie libertà per consentire al Governatore di mantenere fede alla propria fama di sceriffo. Un atteggiamento assunto fin dall’inizio della fase di emergenza e dal sapore chiaramente propagandistico perché in contrasto evidente con il comportamento dei cittadini campani generalmente in linea con il resto d’Italia. E che ha prodotto solo uscite sopra le righe come la minaccia del lanciafiamme o di improbabili chiusure dei confini regionali. Oltre a misure più restrittive rispetto alle altre aree del Paese. Tanto che la Campania è, ancora oggi, l’unica regione con divieto di delivery malgrado la ristorazione rappresenti un asset tanto importante nel suo sistema economico”“Quanto siano fondate le necessità propagandistiche del Governatore, poco ci riguarda, conclude Pinto. La campagna elettorale per il rinnovo dei Consigli regionali è iniziata. Asmel è impegnata a contrastare ogni tentativo di limitazione delle competenze e delle prerogative comunali, legato all’emergenza o a esigenze di propaganda elettorale”.

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