L’annuncio del premier Giuseppe Conte: “Silvia Romano è libera”

“Silvia Romano è stata liberata. Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi di intelligence. Silvia, ti aspettiamo in Italia”. Lo scrive su twitter il premier Giuseppe Conte.  “Lasciatemi respirare, devo reggere l’urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al 100%”: così ha detto all’Ansa Enzo il papà di Silvia rapita in Kenya un anno e mezzo da, che il premier Giuseppe Conte ha annunciato esser stata liberata. “Devo ancora realizzare, mi lasci ricevere la notizia ufficialmente da uno dei mie referenti” ha aggiunto.

LE PRIME PAROLE DI SILVIA – “Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia”. Queste le prime parole di Silvia, liberata in un’operazione dell’intelligence scattata la notte scorsa.  La volontaria milanese si trova ora in sicurezza nel compound delle forze internazionali a Mogadiscio. “Sta bene ed è in forma. Provata ovviamente dallo stato di prigionia ma sta bene”. Così il presidente del Copasir, Raffaele Volpi.

L’OPERAZIONE – L’operazione dell’Aise, diretta dal generale Luciano Carta, è stata condotta con la collaborazione dei servizi turchi e somali ed è scattata la scorsa notte. E’, ha spiegato Volpi, “una bella notizia attesa da tempo. I complimenti vanno al generale Carta, agli uomini e donne dell’Aise che con il loro incessante lavoro, mai alla luce della ribalta, hanno permesso questo importantissimo risultato. Grazie ragazzi e ben tornata a casa Silvia”.

DI MAIO: LO STATO NON ABBANDONA NESSUNO – – “Volevo darvi una buona notizia. Silvia Romano è libera. Lo Stato non lascia indietro nessuno. Un abbraccio alla sua famiglia. E un grazie alla nostra intelligence, all’Aise in particolare, alla Farnesina e a tutti coloro che ci hanno lavorato”. E’ quanto sottolinea, in un post su Fb, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

RAPITA NEL 2018 – La cooperante della onlus “Africa Milele” era stata rapita il 20 novembre del 2018 in Kenya, nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Roma e dai carabinieri del Ros, era tenuta prigioniera in Somalia da uomini vicini al gruppo jihadista Al-Shabaab, l’organizzazione somala affiliata ad Al Qaeda e considerata “ostaggio politico”.

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