Nolano, polveri sottili alle stelle anche durante il lockdown, Terra Phoenix diffida la Regione

SAN VITALIANO (Nello Lauro -Il Mattino) –  Le polveri sottili a prova di coronavirus. Le centraline dell’Arpac nel Nolano hanno registrato il superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo anche nel periodo di covid 19. Una situazione che ha spinto la neonata associazione ecologista “Terra Phoenix”, con sede a Tufino, a diffidare la Regione Campania ad attivare il “piano per il raggiungimento dei valori limite”. E’ il primo atto della campagna “polvere sopra il tappeto”, quello firmato dal presidente Vincenzo Forino, che rappresenta un gruppo di persone “che vengono dall’esperienza delle lotte ambientaliste nel Nolano e nel Vesuviano e da altre esperienze associative”. “In tempo di pandemia – dicono gli ecologisti – abbiamo visto con i nostri occhi gli effetti della riduzione dell’inquinamento come le immagini di acque limpide nel mare di Napoli ed quelle del fiume Sarno e abbiamo pensato che il problema fosse la normalità pre-covid. Ma poi i dati delle centraline hanno confermato un livello di inquinamento preoccupante nonostante i blocchi imposti e come nella normalità pre-Covid la Regione Campania è rimasta a guardare”. Nel Nolano si superano i 100 giorni di sforamento all’anno (35 è il limite previsto della legge): dai 127 nel 2015 ai 115 nel 2019. Ora siamo già a 56 alcuni dei quali avvenuti in pieno lockdown, in una fase durante la quale il traffico veicolare non era permesso e molte attività produttive erano chiuse. “La combustione dei rifiuti – aggiungono gli ambientalisti – non si è mai fermata, sia che si trattasse di quella legalizzata che avviene all’interno dell’inceneritore di Acerra, sia quella illegale che avviene nelle periferie delle nostre città. Vogliamo risposte chiare ed esaustive”. Da qui è partita la diffida: “Siamo pronti a citare in giudizio la Regione per ristabilire il diritto alla salute”.

 

 

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