Cicciano, ex pastificio Russo, una colata di cemento sull’icona della città

CICCIANO  (Nello Lauro – Il Mattino) – È stato per anni il salotto buono di Cicciano. È stato il cuore pulsante dell’economia e il primo motore immobile per le attività finanziarie cittadine. È stato un sogno diventato realtà e un modello da esportare nel mondo. Il pastificio Russo, il piccolo mulino di paese diventato impresa di statura internazionale con una sede all’avanguardia. Poi il lento declino, il fallimento (2009), la vendita dello storico marchio a Garofalo, con l’opificio in pieno centro cittadino diventato monumento all’incuria, albergo per ratti e animali. La storica struttura è stata acquistata nel 2017, dopo 13 aste fallimentari, dalla Nusco Residential Park che ha presentato un progetto immobiliare che prevede 104 appartamenti con 101 box auto, 38 tra negozi e uffici, un centro commerciale. Sono inoltre previsti 5000 metri quadrati di parcheggi pubblici (circa 200 posti auto) e una villa comunale di 2200 metri quadrati di superficie. Lo scorso 5 agosto il comune di Cicciano ha rilasciato il permesso a costruire firmato dal responsabile dell’ufficio tecnico Giuseppe Ottello. I capigruppo consiliari Giuseppe Caccavale (Insieme per la Nostra Cicciano) e Nunzia Coppola (M5S) hanno inviato un esposto alla procura della Repubblica di Nola. Parole durissime. “In località ex pastificio Russo è stato rilasciato un permesso a costruire mettendo in atto una delle più grandi speculazioni edilizie del Nolano, in dispregio a tutte le leggi urbanistiche e di tutela dell’ambiente, mascherando la concessione dietro un articolo di legge del piano casa non applicabile al caso specifico” è scritto nell’esposto. Nel progetto l’ente comunale fa riferimento al comma 7 dell’articolo 7 della legge regionale 1/2011 che consentirebbe di bypassare il civico consesso. “Non è possibile effettuare una variante allo strumento urbanistico senza passare per il consiglio comunale» tuona l’ex sindaco Caccavale. «Questa amministrazione ha già distrutto piazza Mazzini facendola diventare uno slargo e abbattendo 9 pini che erano la cartolina di Cicciano. Ora vogliono cementificare il centro, con una villa comunale striminzita. Nel 2002 c’era un progetto varato insieme all’assessore Giovanni Capolongo che prevedeva una cittadella dei servizi con posta, banca, caserma, biblioteca, parcheggi con una villa comunale da 7000 mila metri quadrati con la delocalizzazione dell’allora pastificio Russo attraverso il piano di recupero urbano”. Anche Coppola vota no al nuovo progetto: “Ho raccolto diverse preoccupazioni. La trasformazione di quest’area avrà un rilevante impatto ambientale per le ricadute di carattere economico e sociale e per uno sviluppo urbano sostenibile. Quasi 100 appartamenti in un centro che dal punto di vista infrastrutturale offre poco o niente, renderebbe la zona un vero e proprio dormitorio. Una zona come quella anche se è di un privato oggi, deve tener conto della storia e dei bisogni dei cittadini di Cicciano. La villa comunale sarebbe poco più grande di un giardino. Quello che poteva diventare il volano economico per la nostra città, rischia di trasformarsi nella pietra tombale di Cicciano”.

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