Marigliano, igiene precaria al presidio 118: operatori tra pareti rotte e bagni fatiscenti

MARIGLIANO (Nello Lauro) – Una situazione incresciosa. Una vicenda che ha superato i limiti della decenza e dell’igiene. E cosa ancora più grave nel periodo del coronavirus quando tutto ma proprio tutto dovrebbe essere igienizzato e sanificato nella miglior maniera possibile. Pensa quando si tratta di una struttura pubblica, ancora di più nel dettaglio un ambiente sanitario che dovrebbe il massimo della pulizia. Niente di tutto questo. Anzi. L’esatto contrario di come dovrebbe essere. Siamo in corso Vittorio Emanuele a Marigliano dove c’è la sede del 118. Uno stabile dove il presidio è presente da 10 anni (in affitto). Da tre anni ci sarebbe un contenzioso tra il proprietario della struttura e l’Asl Na3 con l’amministrazione comunale di Marigliano che ha garantito e trovato una sistemazione adeguata in breve tempo. In effetti dagli inizi di agosto sono pronti i locali dei vigili urbani a Pontecitra destinati al 118, ma la situazione resta cristallizzata. In periodo di covid, dove la pulizia dovrebbe essere sovrana, gli operatori del 118 sono costretti in un ambiente sporco (bagni con perdite copiose d’acqua), mattonelle mancanti, intonaci caduti con la poco simpatica compagnia di qualche  scarafaggio. Qui lavorano 5 medici, 6 autisti, 7 infermieri (tra cui diverse donne) in condizioni diventate estreme. Sono costretti a lavarsi con le salviettine umidificate, anche nei casi in cui sono di ritorno da un incidente, sporchi di sangue, ed evitano se possibile di utilizzare i bagni. I vertici del presidio 118 di Marigliano, da febbraio prima del Covid, hanno più volte contattato centrale operativa e comune, ma il quadro non è cambiato.  Norme di sicurezza e di igiene azzerate con la rabbia di non vedere tutelata la propria salute mentre si difende da eroi quella degli altri.

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