E-commerce: i settori in crescita nel 2020

Se c’è una tendenza che ha caratterizzato il 2020, questa è senza dubbio l’e-commerce. Per capire fino a che punto ha impattato la nostra vita, basta ricordare che, secondo una ricerca di Netcomm, il 70% di chi ha acquistato online a inizio marzo non lo aveva mai fatto prima.

Davanti a questa svolta epocale, che secondo diverse persone rappresenta il segnale definitivo della digital transformation del Paese, viene da chiedersi quali siano i settori di maggior successo. Nelle prossime righe, ne abbiamo elencati alcuni.

Presidi di protezione individuale

Non poteva essere altrimenti: tra i settori di maggior successo quando si parla di e-commerce nel 2020 rientra quello medico e, per quanto riguarda i prodotti, presidi di protezione come i guanti monouso (dati di Stackline relativi agli acquisti negli USA). Nello specifico, in merito ai guanti si parla di una crescita superiore al 600%.

Elettronica

L’elettronica è da anni in testa alle preferenze di chi acquista online e il 2020 ha solo confermato la tendenza. Spiegarla è facile: con l’avvento dell’emergenza sanitaria, tantissime persone si sono trovate, per la prima volta nella loro vita, a gestire lo smartworking.

Questo cambio di paradigma ha portato tantissime persone ad affrontare la necessità di acquistare strumenti di lavoro sempre più efficienti, come per esempio i monitor.

Cannabis

Cannabis o ganja: comunque la si chiami, è una delle protagoniste dell’e-commerce nel 2020. Diversi portali in Italia e non solo si sono trovati, da un giorno all’altro, a far fronte a un aumento delle richieste di merce impensabile fino ai primi due mesi del 2020. Per dare un parametro, facciamo presente che, dalla fine del mese di febbraio all’inizio di marzo, diversi e-commerce di cannabis hanno visto quintuplicare la spesa media del singolo utente.

A cosa è dovuta questa crescita esponenziale? Innanzitutto alle proprietà del CBD o cannabidiolo. Questo principio attivo della cannabis, il più famoso dopo il THC, si contraddistingue per il fatto di favorire il rilassamento.

Considerato un ottimo rimedio naturale contro l’insonnia, il CBD ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per chi, durante la quarantena, ha visto crescere notevolmente il livello di stress e le problematiche ad esso connesse (attenzione, non stiamo parlando di una soluzione per intervenire contro la depressione, una vera e propria patologia che richiede il ricorso alla professionalità di uno psicoterapeuta).

Entrando nel vivo dei prodotti più apprezzati, troviamo senza dubbio l’olio di CBD, che ha il vantaggio di essere facile da assumere e adatto per questo anche a chi è alle primissime armi con l’utilizzo di cannabis light.

Interessanti a tal proposito sono anche i numeri dei cristalli, noti per il loro livello di purezza ottimale e per la versatilità (possono essere sciolti sotto la lingua, ma anche scaldati non a temperature elevate o vaporizzati).

In tutti i casi, si parla di prodotti a basso contenuto di THC. Per quanto riguarda il caso dell’Italia, infatti, i prodotti che si acquistano online sono rispondenti alle linee guida della Legge 242/2016. Questo testo normativo, entrato in vigore nel gennaio del 2017, prevede che, per essere legale, la cannabis non terapeutica abbia una percentuale di THC compresa tra lo 0,2 e lo 0,6. L’ultimo valore è considerato una soglia di tolleranza introdotta dal legislatore consapevole del fatto che mantenersi entro lo 0,2% è tutto tranne che facile per i produttori.

Prodotti per la casa

Durante la quarantena, per passare il tempo tantissime persone si sono messe a sfornare leccornie. Non è un caso che le macchine per fare il pane siano tra i prodotti più venduti online nei primi mesi del 2020.

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