Non solo Bitcoin, quali sono le altre criptovalute?

Nel mondo degli investimenti finanziari, un asset, più di altri, può essere considerato, a tutti gli effetti, rivoluzionario, che ha portato una sana e salubre ventata di freschezza in un mondo un po’ vecchio e stantio. Stiamo parlando, per quanto ovvio, delle criptovalute, le monete virtuali che, col passare del tempo, stanno diventando sempre più di uso frequente.

Basti pensare, ad esempio, che in alcuni e-store di grandi player della tecnologia, vengono accettate per l’acquisto di alcuni prodotti. La principale funzione di queste valute digitali, reperibili solo tramite la grande rete telematica, resta prettamente di tipo finanziario. Un asset che, al giorno d’oggi, non può che essere presente nel portafoglio titoli dei risparmiatori.

Ethereum, la criptovaluta più famosa dopo il Bitcoin

Un ottimo coadiuvante, all’interno di un portafoglio variegato, da bilanciare sapientemente in base al proprio profilo di rischio. Le criptovalute, infatti, sono in grado di fornire delle ottime performance, ma al tempo stesso sono soggette ad una volatilità certamente non bassa: è opportuno, di conseguenza, saperle bilanciare sapientemente, evitando di risultare troppi esposti a questo asset.

La criptovaluta più famosa, che ha fatto da apripista all’intero comparto delle valute digitali, è stato senza alcun dubbio il Bitcoin, attualmente ancora la crypto preferita dai risparmiatori di tutto il mondo. Col passare degli anni, però, sono nate altre monete virtuali che si sono dimostrate particolarmente attraenti e gradite dal vasto pubblico dei trader.

Tra queste spicca, senza alcun dubbio, Ethereum, nata nell’agosto del 2015, ma rapidamente diventata la seconda criptovaluta più importante. E la crescita di questa criptovaluta, come testimoniato da questo articolo relativo alle Ethereum previsioni, è in netta e costante ascesa: nel mondo del trading online, alcuni trader la considerano come la moneta digitale più promettente, in grado di poter mettere in discussione l’indiscussa leadership fin qui acquisita dal Bitcoin.

Un’altra criptovaluta decisamente famosa è il Litecoin. Nato nel 2013, alcuni analisti finanziari pronosticavano un futuro radioso per questa moneta digitale, al punto da affermare che avrebbe superato la popolarità del Bitcoin nell’arco di qualche anno. Ma così, almeno sino ad oggi, non è stato.

I Ripple: pro e contro

Il Litecoin, infatti, è la quarta criptovalute per capitalizzazione, nonostante abbia alcune caratteristiche, come la celerità nell’esecuzione delle transazioni finanziarie, decisamente più performanti di qualsiasi altra criptovaluta. Esso, però, ha dimostrato una forte volatilità, risultando oltremodo rischioso rispetto ad altre monete digitali.

Una cripto che ha riscontrato un discreto successo tra i trader di tutto il mondo è il Dashcoin, una moneta virtuale che discende direttamente dal Bitcoin e si pone come scopo quello di rendere ancora più celeri le transazioni finanziarie. Per farlo, utilizzano una rete open source peer to peer decisamente più veloce e sicura, che non è soggetta ad alcun controllo da parte degli organi governativi.

Grazie al Dashcoin, inoltre, è possibile accedere ai pagamenti istantanei ed effettuare trasferimenti di denaro digitale in tutto il mondo in un arco temporale decisamente ristretto, talvolta addirittura in pochi secondi. Ed è per questo motivo che il Dashcoin viene considerato come vero e proprio contante digitale.

Se Dashcoin e Litecoin, al momento, possono essere considerate delle criptovalute di “nicchia”, altrettanto non si può dire di Ripple, che attualmente è, alle spalle di Bitcoin e Ethereum, la terza moneta virtuale per capitalizzazione. I Ripple sono considerati, al pari del Bitcoin, come la criptovaluta più sicura, in quanto dispongono di dispositivi che evitano il fenomeno della falsificazione e duplicazione di questa moneta virtuale.

A differenza del Bitcoin, di cui ne è prevista una circolazione al massimo di 21 milioni, i Ripple possono raggiungere anche i 100 miliardi. Un dato, quest’ultimo, che se da un lato ne favorisce l’accesso e la circolazione, dall’altro espongono questa criptovaluta al rischio di subire una forte volatilità.

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