“Bile”, sbarca in libreria il poema del nolano Roberto Addeo

Torna in libreria con un poema dal titolo “Bile” lo scrittore nolano Roberto Addeo, 38enne, che da alcuni anni vive a Porto Torres in Sardegna. Dopo i romanzi “La luna allo zoo” (Emersioni, Castelvecchi, 2018), “Tso” (Ensemble, 2019), le sillogi poetiche “Globuli” (Ensemble, 2018), “La mia generazione veste apatia” (Link, 2020) è arrivato “Bile” (Transeuropa). La casa editrice toscana (in origine marchigiana) ha scelto di guardare anche alla poesia e ha scommesso sul talento di Addeo. La prefazione del libro (15 euro su Amazon e le altre piattaforme online) è di Giovanni Succi cantautore, poeta e frontman dei “Bachi da Pietra”, che vanta collaborazioni musicali con Afterhours e Massimo Volume. Proprio Succi descrive al meglio l’opera di Roberto Addeo: “Poesia. Per carità. Ce n’è anche troppa. Leopardi te l’avrebbe detto negli anni Venti dell’Ottocento. S’è avverato: la poesia, come moneta, qui è talmente tanta che non ha più valore. ‘ti starai chiedendo / il perché di tutto / questo’. In effetti, sì. L’incipit del poema “Bile” parte da qui, memorabile. Dove non ha corso la poesia, figurati un poema”. Un poema quello di Addeo narrato da una voce snervata dalle condizioni sociali, che sceglie di dialogare con i tessuti e le unità anatomiche, unici interlocutori superstiti nella normalizzazione uniformante dell’ecosistema. L’autore sottopone alla luce le emozioni di un’entità prigioniera, consultando i tessuti, le componenti del sangue, il metabolismo, come fossero combattenti in prima linea in un conflitto il cui rivale avanza ineffabile nell’ombra della disinformazione. Il poema “Bile” riesce a coniugare l’estro e la sperimentazione linguistica con la munificenza comunicativa, e il suono riscopre nell’eremo dell’isolamento la sua ragion d’essere un dilemma compiuto. Il poema di Addeo risulta a suo modo narrativo. Opache vicissitudini di cellule e cellulari” conclude Succi. (nello lauro)

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