Roccarainola, frane e detriti e poco personale: foresta demaniale a rischio

ROCCARAINOLA (Nello Lauro – Il Mattino) –  Un posto da fiaba. Lo stigma della natura incontaminata che strega da sempre bambini e adulti. Oltre 100mila piante dove convivono animali rari distribuiti su mille ettari di bosco che rendono la foresta demaniale di Roccarainola la più grande della Campania. Il cuore verde oggi chiede aiuto. Il maltempo di questo rigido inverno con il devastante Burian e la copiosa neve ha deturpato in parte la grande bellezza del bosco danneggiando in maniera seria percorsi naturalistici e didattici, meta di centinaia di appassionati e di scolaresche. Mini frane, alberi caduti e sradicati e detriti vari sono gli ospiti indesiderati dei sentieri del bosco di Roccarainola. Una situazione amplificata dalla condizione in cui si trovano gli idraulici forestali che la assistono quotidianamente. Allo stato attuale in organico sono rimasti effettivi appena in 11 (tre sono impiegati nel vivaio), ridimensionati in maniera drastica dai pensionamenti (altri arriveranno entro la fine del 2021) e dal mancato inserimento di altri dipendenti della Regione Campania. Nel 2009 erano almeno venti le unità che lavoravano nel bosco incantato. Attualmente la foresta è chiusa per le norme anticovid, ma i danni provocati dal maltempo sono davvero tanti e per ripristinarla in breve tempo con i numeri attuali e con i prossimi pensionamenti diventa impossibile, in questo momento, solo pensare di gestire un territorio così vasto con così pochi uomini a disposizione. “I tanti visitatori della foresta di Roccarainola non potranno più godere di queste meraviglie della natura” dice Francesco Fattoruso, segretario generale della Fai Cisl Napoli. “Questa foresta, all’interno della quale c’è anche un bellissimo vivaio, è patrimonio della Regione Campania e a curarla e a preservarla ci sono da sempre i lavoratori idraulici forestali dipendenti dell’Uod di Napoli, ridotti ormai a poche unità per pensionamenti e mai reintegrati per effetto del blocco del turnover, ma anche per la mancanza di una visione politica di tutti gli amministratori regionali che si sono succeduti” continua il sindacalista. “Un bosco ed una attività vivaistica, come questi presenti in questa area, sono e possono essere opportunità di sviluppo economico sostenibile per una intera comunità. Mi auguro che lo stato in cui si è ridotto adesso la foresta sia occasione per rimettere al centro dell’agenda dei lavori dell’amministrazione competente i percorsi opportuni per “rinfoltire” le unità lavorative competenti di idraulici forestali e iniziare le attività per ripristinare la foresta di Roccarainola e riconsegnarla agli appassionati e alle innumerevoli scolaresche che potranno ritornare a fare le visite didattiche” dice ancora Fattoruso. Ma non solo. Finito l’inverno ci sarà da gestire la fascia anti incendio in questa zona spesso colpita dai piromani. “E’ un altro aspetto da non trascurare vista la situazione attuale. Bisogna valutare in maniera attenta tutte le possibilità: la foresta ha bisogno di più personale per essere controllata e difesa” conclude il sindacalista della Fai Cisl. Oltre 100mila piante, alberi vecchi anche di trecento anni, tassi, ricci, volpi, 73 varietà di uccelli (con 9 specie protette), tra il succiacapre (uccello protagonista della tradizione popolare: gli è stato attribuito il potere di transitare le anime nell’aldilà), esemplari di poiana e una colonia di falchi pellegrini nascosti tra 1000 ettari, 6 sentieri esclusivi che formano 13 percorsi suggestivi con una vista panoramica mozzafiato che si estende fino al Golfo di Napoli. Il paradiso non può attendere.

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