Camorra, relazione Dia: ecco i clan che “comandano” nel Nolano e nel Vesuviano

NAPOLI –  (Nello Lauro) – La relazione Dia analizza anche il territorio della provincia orientale e meridionale di Napoli che comprende anche il Nolano. Per quanto riguarda gli assetti delle organizzazioni criminali “si registra una certa staticità determinata da un’intensa e costante attività di contrasto che ha costretto i sodalizi a mantenere un basso profilo”.

L’ECCEZIONE – “Unica eccezione – si legge nella relazione semestrale 2020 – è rappresentata dai comuni di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna dove un’indagine conclusa nel periodo in esame ha documentato l’operatività dei clan Mascitelli e D’Ambrosio nel traffico di cocaina, crack ed hashish e nelle attività estorsive. I destinatari del provvedimento sono stati ritenuti responsabili di partecipazione “ciascuno nella consapevolezza della rilevanza causale del proprio apporto, ad una associazione di tipo mafioso, promossa, diretta ed organizzata…che, operando in stretta alleanza e con l’intesa di prestarsi reciproca assistenza anche con interventi armati, sull’intera area dei comuni di Castello di Cisterna e Pomigliano D’Arco, si avvale della forza di intimidazione, del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva”.

IL BLITZ AL COMUNE – “L’evento più importante registrato – sottolinea il documento della Direzione Investigativa Antimafia -nel semestre in esame nell’area orientale della provincia di Napoli attiene ad un’indagine condotta dai carabinieri nel comune di Marigliano in relazione a reati di scambio politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Le risultanze investigative hanno determinato l’esecuzione, il 21 luglio 2020, di un provvedimento cautelare1 nei confronti del sindaco e di un esponente di spicco dei gruppi camorristici egemoni a Marigliano-Pontecitra. L’indagine che si è avvalsa delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia ha ricostruito come, dall’ottobre 2014 al giugno 2015, il candidato alle elezioni amministrative al fine di assicurarsi voti si fosse accordato con i vertici dei clan dei Mariglianesi-Piezzo (articolazione del clan Mazzarella), paesani (i Capasso – Castaldo) e Pazzignane (alleati del clan Rinaldi di Napoli) “promettendo reiteratamente a tutti costoro, in cambio della preferenza elettorale in proprio favore da parte dei cittadini di Marigliano residenti nel quartiere di Pontecitra…che, una volta assunta la carica… avrebbe costituito una cooperativa di ex detenuti in cui assumere le persone da essi indicate nonché avrebbe affidato i futuri contratti di appalto stipulati dal Comune ad imprenditori indicati” dai clan”.

NOLANO – Nell’area nolana (comuni di San Vitaliano, Scisciano, Cicciano, Roccarainola) e nel vicino comprensorio di Pomigliano d’Arco è confermata l’operatività del clan Sangermano alleato al clan Russo e in rapporti di parentela con i Cava di Quindici. Uno degli affiliati di rilievo del sodalizio è stato arrestato, il 23 luglio 2020, perché ritenuto mandante dell’attentato esplosivo avvenuto nel giugno 2018 contro l’auto di un imprenditore testimone di giustizia.

VALLO DI LAURO – “Nel territorio del Vallo di Lauro permarrebbero gli storici clan Graziano e Cava di Quindici. Quest’ultimo sodalizio è stato colpito dagli esiti di un’indagine conclusa il 21 luglio 2020
dai carabinieri nei confronti 6 affiliati tra i quali figura l’elemento apicale ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata” aggiunge la relazione

AREA VESUVIANA – Nei comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro Vesuviano – è riportato dalla Dia – è confermata la leadership del clan Fabbrocino che risulta attivo sia nei tradizionali affari criminali (traffico degli stupefacenti, estorsioni, rapine e usura) sia in diversi ambiti economico-finanziari e imprenditoriali. In questi ultimi, attraverso elementi di particolare spessore criminale, gestirebbe il riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite. Il 17 settembre 2020 a Terzigno, in un’attività coordinata dalla Procura di Napoli, la Dia ha eseguito la confisca di 6 immobili e 4 disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 700 mila euro, nei confronti di un uomo ritenuto il referente locale del clan Fabbrocino e per conto del quale gestiva le attività estorsive. A Sant’Anastasia sembra resistere il patto di non belligeranza tra i clan Anastasio e Perillo, mentre nel comune di Somma Vesuviana i clan De Bernardo e D’Atri che rappresentano proiezioni sul territorio dei napoletani Mazzarella e Cuccaro sono stati sensibilmente indeboliti dalle numerose attività di polizia giudiziaria. Per quanto riguarda il clan D’Avino, il 9 luglio 2020 e dopo un lungo periodo di detenzione è stato scarcerato per espiazione pena un personaggio di elevato spessore criminale il quale dopo il pentimento dei fratelli collocati al vertice del sodalizio per cui svolgeva il ruolo di killer si era messo a capo di un proprio gruppo criminale con l’obiettivo di acquisire il controllo delle attività illecite nel comune di Somma Vesuviana. Lo scenario criminale nei comuni di Pollena Trocchia, Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio resta sostanzialmente immutato così come nel comune di Cercola dove sarebbe confermata l’influenza della coalizione De Luca Bossa – Minichini-Aprea-Cuccaro.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online