Pd, troppi iscritti ad Avellino: stop tesseramento e congresso rinviato

Sulle “gravi anomalie” registratesi nel corso del tesseramento al Partito Democratico della provincia di Avellino, interviene direttamente la segretaria nazionale che in una nota comunica di aver sospeso “le richieste di iscrizione attraverso la piattaforma on line”. In vista del congresso provinciale fissato il prossimo 10 dicembre per eleggere l’assemblea e il segretario provinciale, il tesseramento on line ha fatto registrare in una sola notte, quella precedente alla chiusura dei termini, l’adesione on line di ben 8.400 neo iscritti che si sono aggiunti ai 4 mila iscrittisi in presenza. Una buona notizia per le casse del partito nelle quali sono confluiti oltre 228 mila euro (il costo della singola iscrizione è fissato in 22 euro), meno buono per quanti, dirigenti locali e nazionali, hanno invece denunciato il rischio di “un partito messo all’asta”. La direzione nazionale del Pd, insieme al commissario della Federazione irpina, Michele Bordo, incaricato di incardinare il percorso verso il congresso, oltre a sospendere le iscrizioni on line annuncia di “aver attivato tutti i controlli necessari ad individuare la reale natura dei fatti”. In particolare, le verifiche tendono a rilevare “con certezza l’identità  di chi si è iscritto on line pagando con la carta di credito o il bancomat (con una sola tessera si poteva pagare fino a tre iscrizioni), la loro autonoma volontà  ad iscriversi con risorse proprie e non provenienti da terzi”. Proprio su questo punto, hanno destato clamore la pubblicazione di chat in cui esponenti del Pd di Avellino, chiedevano ad amici e conoscenti il “permesso” di poterli iscrivere al Pd facendosi carico di pagare la quota di iscrizione. Il Pd, conclude la nota della direzione nazionale, “si riserva di valutare tutte le azioni rivolte a tutelare la propria onorabilità  e la propria immagine” ma anche “a sanzionare gli eventuali comportamenti posti in essere da propri iscritti in contrasto con lo Statuto e il codice etico del partito”. E’ l’ultimo capitolo di una vicenda che da anni tormenta il Pd irpino.

 

 

 

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