Campania, dietrofront dei consiglieri regionali: stop a parentopoli

NAPOLI – I parenti fino al terzo grado dei consiglieri regionali non potranno lavorare negli uffici di diretta collaborazione dei consiglieri. E’ quanto ha stabilito un provvedimento adottato dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Campania, di cui dà  notizia una nota trasmessa dalla presidenza del Consiglio. In particolare, l’ufficio, allargato ai capigruppo di maggioranza e opposizione, ha deciso di restringere le maglie della delibera 279 del 2013 (che impedisce l’assunzione negli uffici regionali dei parenti dei consiglieri fino al terzo grado), estendendo il divieto anche per gli uffici di diretta collaborazione non inclusi nella delibera 279.  Un dietrofront deciso dopo il provvedimento della scorsa settimana dell’ufficio di presidenza che aveva deliberato di eliminare la norma che impediva di assumere parenti in Regione. “Si aprirà  un confronto – comunica la presidenza del Consiglio regionale – con l’Autorità nazionale Anticorruzione sui contenuti della delibera. Sarà  avviato, altresì, un rapido iter legislativo per disciplinare definitivamente la materia”. Soddisfazione è stata espressa da Valeria Ciarambino, vicepresidente dell’Assise regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campania: “Abbiamo sempre contrastato il fenomeno ‘parentopoli’ e continueremo a farlo. La delibera 279 che avevamo revocato poneva paletti per arruolare parenti e affini esclusivamente nei gruppi politici, ma non negli uffici di diretta collaborazione dei presidenti di commissione, dei membri dell’ufficio di presidenza e del capo dell’opposizione. Parliamo di ben 21 staff, per un totale di 150 possibili parenti da assumere”. A seguito della riunione di oggi, “avvieremo l’iter perché si approvi una legge sulla materia, aprendo contestualmente un confronto con l’Anac, di cui non smetteremo mai di riconoscere l’autorevolezza. Con il nostro intervento – aggiunge – abbiamo messo definitivamente la parola fine a ogni tentativo di parentopoli all’interno del Consiglio regionale della Campania”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Michele Schiano di Visconti parla di una “vittoria del centrodestra e soprattutto di Fratelli d’Italia con l’adozione da parte dell’ufficio di presidenza del nuovo provvedimento normativo che estende l’impossibilità  di assumere i parenti fino al terzo grado, non solo negli uffici regionali dei consiglieri ma anche in quelli di diretta collaborazione non contemplati dalla delibera 279/2013. Sono queste le scelte di una politica credibile e trasparente. Siamo contenti che anche gli altri gruppi consiliari come il Movimento Cinque Stelle siano ritornati sui propri passi e abbiano condiviso la nostra proposta”.

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