Carabinieri forestali Campania, scoperti 3mila reati con oltre 1000 sequestri

NAPOLI – Contrasto alle gestioni illecite di rifiuti, ai roghi tossici e agli scarichi fuorilegge nei “Regi Lagni” e nel Fiume Sarno, prevenzione degli incendi boschivi, lotta al bracconaggio, ai disboscamenti illegali e all’inquinamento delle acque e suoli da reflui zootecnici, questi i principali ambiti di intervento dei Carabinieri Forestali della Campania nell’anno 2021, e i numeri danno una dimensione del lavoro svolto: 89.782 controlli, 3.137 i reati contestati con 1.009 sequestri, 17 arresti e 3.254 illeciti amministrativi contestati, per un importo complessivo notificato di oltre 4 milioni di euro. Gestioni illeciti di rifiuti e roghi tossici. Il contrasto alle gestioni illecite di rifiuti e agli abbandoni incontrollati ha impegnato severamente i Reparti dell’Arma forestale operanti in Campania con 8.022 controlli, n. 711 notizie di reato; 653 illeciti amministrativi contestati.L’attività assorbe significative risorse nel territorio costituito da 90 comuni, a cavallo delle province di Napoli e Caserta, notoalle cronache come “Terra dei Fuochi”. La specialità forestale è impegnata in 16 servizi mensili pianificati sia nell’ambito di servizi interforze denominati “Action Day” promossi dall’ “Incaricato del Ministro dell’Interno per il contrasto ai roghi di rifiuti” presso le Prefetture di Napoli e Caserta, sia in concorso agli specifici servizi disposti dai Reparti della Arma Territoriale. I numeri della specifica attività di contrasto sono significativi: 1345 controlli, 143 attività sequestrate per un valore di 5.941.000 euro di controvalore, 151 mezzi/attrezzature sequestrate, 269 notizie di reato, 290 illeciti amministrativi contestati per un ammontare complessivo di 840.874,65 euro.

Inquinamento Corpi Idrici superficiali – I controlli, di natura specialistica, riguardano la tutela dell’assetto idrogeologico delle aste fluviali da occupazioni, scarichi abusivi ed emungimenti illegali. Il bacino del Fiume Sarno, in particolare,è interessato da una mirata programmazione di controlli degli scarichi, sviluppata congiuntamente con il Gruppo CC per la Tutela Ambientale di Napoli sotto il coordinamento delle Procure della Repubblica di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino, con il coinvolgimento di tecnici dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania. Analoga Campagna di controlli è stata attivata nei riguardi del bacino dei Regi Lagni, oltre ai fiume Calore e Volturno. Complessivamente, a livello regionale, sono stati effettuati 646 controlli, anche con l’ausilio di droni, con 73 notizie di reato e 130 illeciti amministrativi contestati, per un importo notificato di 363.429 euro. Nel solo anno 2021 sono stati effettuati 42 sequestri tra piazzali aziendali, stoccaggi di rifiuti speciali e interi plessi industriali.

Inquinamento reflui zootecnici – Particolare sforzo è stato rivolto al contrasto dell’inquinamento del suolo e delle acque superficiali causato dello smaltimento illecito delle deiezioni zootecniche, delle acque di lavaggio stalle e sale mungitura e dalle utilizzazioni agronomiche degli effluenti illegali. Nella sola provincia di Caserta si stima una presenza di circa  2600 allevamenti zootecnici di capi bufalini/bovini, la cui gestione irregolare/illecita è tra le prime cause di inquinamento dei corsi d’acqua superficiali. Nell’ambito delle attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, su un numero di 39 allevamenti controllati per 32 di essi sono stati segnalati illeciti penali in materia di gestione illecita dei rifiuti speciali costituiti da deiezioni zootecniche, inquinamento ambientale e utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici al di fuori dei casi e delle procedure previste dalla normativa vigente. Per 19 allevamenti si è proceduto anche al sequestro preventivo dell’intero plesso aziendale e/o delle aree interessate da illecito smaltimento dei reflui zootecnici.

Incendi Boschivi – La specialità forestale è tradizionalmente impegnata nella lotta agli incendi boschivi, non solo nella fase di repressione del fenomeno, ma anche e soprattutto nella fase di prevenzione del fenomeno stesso. Gli sforzi dedicati a tale settore d’intervento hanno consentito di deferire ben 47 incendiari all’Autorità Giudiziaria, con 3 arresti in flagranza di reato. L’attività di prevenzione, che si sostanzia nel controllo del rispetto dei divieti di abbruciamento e di comportamenti pericolosi e degli obblighi di eliminare potenziali rischi d’incendio nonchè in attività formative e informative ha visto la contestazione di n.217 illeciti amministrativi per un importo notificato di oltre 73.813 euro.Il territorio della Regione Campania si colloca tra quelle ove il fenomeno degli incendi boschivi assume caratteri di particolare intensità durante il periodo estivo. Il dato complessivo annuale, in fase di definizione finale, si attesta su circa 600 eventi (con complessivi 7.081 ettari percorsi dal fuoco), numero inferiore ai 704 incendi boschivi dello scorso anno ma comunque sintomatico di una stagione difficile, con ampio impegno delle Stazioni Forestali e Parco e di tutte le altre componenti della lotta attiva.

Bracconaggio – Rimarchevoli sono gli sforzi rivolti alla repressione del fenomeno del bracconaggio, in particolare nei confronti dell’avifauna acquatica migratoria, dell’uccellagione nei confronti degli esemplari di fringillidi ai fini della loro commercializzazione, del bracconaggio ittico lungo le principali aste fluviali. L’uso di reti per intrappolare i volatili e dei richiami acusticisono stati gli strumenti più adottati da bracconieri per le attività illegali. Nel 2021 si segnalano ben 251 notizie di reato, con 191 sequestri penali e ben 465 illeciti amministrativi contestati per un importo di 313.088 euro. Significativi appaiono alcuni dati complessivi su base annuale: 57 fucili sequestrati con 2178 cartucce, oltre a 48 fonofili, 151 stampi/trappole e 401 animali liberati. Il fenomeno è ancora presente lungo le aree costiere e peninsulari della regione, in particolare nell’ambito del Black Spot “Coste Pontino Campane” del Piano d’Azione Nazionale di contrasto al bracconaggio,nonostante le importanti azioni di contrasto sviluppate dai Reparti del raggruppamento carabinieri Cites.

 Tagli furtivi di alberi – Il fenomeno dei tagli furtivi a danno del patrimonio forestale regionale è significativo e riguarda anche aree protette ricadenti nei parchi regionali della Campania. Nel 2021ben 5 arresti sono stati effettuati in flagranza di reato, dai Reparti dipendenti dal Gruppo di Benevento, per tagli reiterati e sistematici riguardanti il versante settentrionale del massiccio del Monte Taburno. Un altro arresto, con due deferimenti è stato effettuato per tagli furtivi sul versante meridionale del Parco regionale del Matese. Sulla stessa località è stata data esecuzione a tre misure cautelari emesse dal gip presso il tribunale di Benevento sempre per furto di legna. Il fenomeno è presente anche nel Parchi regionali del Partenio e dei Monti Picentini e viene sistematicamente contrastato dalle Stazioni Carabinieri Forestale con servizi mirati. Complessivamente, i controlli riguardanti il rispetto del vincolo idrogeologico, le utilizzazioni forestalie il contrasto al furto di piante sono stati n. 4382 con la contestazione di ben 87 notizie di reato con 362 sanzioni amministrative per un importo notificato di 220.794 euro.

Educazione ambientale – Tra le missioni della specialità forestale dell’Arma vi è l’educazione ambientale: informare e sensibilizzare le comunità sull’importanza della legalità ambientale e di conservare l’ambiente naturale ai fini della lotta ai cambiamenti climatici e della stessa sopravvivenza della specie Homo sapiens. Tra esse, si ricorda la celebrazione della “Giornata Nazionale degli Alberi” svolta nell’ultima settimana del mese di novembre che ha visto il coinvolgimento di ben 93 Istituti scolastici di tutta la Regione nei quali, i Reparti dell’Arma forestale hanno messo a dimora 159 specie arboree ed arbustive. Il 20 novembre 2021, nella splendida cornice di Palazzo San Giacomo, alla presenza di esponenti della magistratura, delle istituzioni locali, di alcune scolaresche e associazioni ambientaliste il Comando donava simbolicamente al Comune di Napoli un esemplare dell’”Albero di Falcone”.

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