domenica, Luglio 21, 2024
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Cicciano, bollette con pignoramento in vista: monta la polemica

CICCIANO –  Una corposa serie di notifiche di cartelle di pagamento per tributi non versati al Comune di Cicciano inviati dalla nuova società che gestisce la riscossione. E scoppia la polemica. L’associazione “Il Campanile” attacca frontalmente il Comune: “Un altro “colpo” alle asfittiche tasche dei residenti già alle prese con i rincari dei beni di prima necessità, carburanti, luce, gas con bollette pari o superiori agli stipendi e pensioni”. “Abbiamo ricevuto – scrivono i vertici dell’associazione –  appelli preoccupati e anche disperati di molti residenti, azzannare la carne viva di famiglie ed esercenti senza tenere conto del grave e particolare momento storico ed economico, per fare cassa e far pagare scelte insensate dell’amministrazione è diabolico”. “La società affidataria del recupero dei crediti del Comune non sta esitando a paventare negli avvisi procedure coercitive odiose, come il fermo amministrativo dei veicoli, iscrizione dell’ipoteca sulla casa, pignoramento di beni mobili, pignoramento dei conti correnti e degli stipendi. La notifica di cartelle di pagamento (Imu/Tasi/Tari/multe) sta terrorizzando le famiglie che non sanno come pagare. Riteniamo che in un momento come questo serviva un segnale forte e risoluto a tutela dei cittadini, fermo restando che pagare le tasse è un obbligo civile e morale, ma alle giuste condizioni” continua il documento del “Campanile”. “Come associazione chiediamo: Chi non era nelle condizioni di pagare ieri potrà esserlo oggi?  Perché nella delibera  di esternalizzazione, contestualmente al bando di affidamento del servizio di riscossione, non si è prevista la possibilità di un ravvedimento bonario offrendo ai contribuenti di pagare il dovuto senza interessi magari a piccole rate? A questo va aggiunta la poca “comprensibilità” degli avvisi di pagamento con due bollettini postali invece di uno, in cui non è spiegato a chiare lettere che basta pagare il primo per mettersi a posto, mentre il secondo vale nel caso non si paghi entro i 60 giorni. Magari insieme al danno può capitare anche la beffa nel caso un contribuente dovesse pagare entrambi, poi dovrà fare la richiesta di rimborso e aspettare. Perché non si è pensato di passare i ruoli all’Agenzia delle Entrate che da gennaio non applica i diritti di riscossione?”. Tra le critiche non si salva l’opposizione: “le minoranze saranno ancora silenti, oppure questa volta decideranno di svolgere il proprio ruolo di tutela del supremo interesse pubblico? Bisogna segnalare – si legge ancora – che già sono all’opera i soliti “imbonitori di frutta e verdura” che dopo aver approvato la delibera con cui si è deciso di  procedere ad affidare questo servizio di riscossione oggi si propongono come “risolutori”. Il vero intento di questa maggioranza è fare cassa e poi sperperare sulle spalle delle famiglie e degli esercenti in difficoltà” chiosa il documento dell’associazione.

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