Emergenza polveri sottili, il Nolano si ribella e scende in piazza

SAN VITALIANO (Nello Lauro) – Un girotondo di speranza che chiede la massima attenzione per una “malattia” che dura da 8 anni. Medici per l’ambiente, associazioni e studenti: fischietti in bocca e mano nella mano nel flash mob a San Vitaliano per l’emergenza delle polveri sottili che “soffoca” l’area nolana con numeri da primato nazionale. A marzo le centraline Arpac di San Vitaliano e Acerra hanno già registrato lo sforamento del limite massimo consentito per le emissioni di pm10 (50 microgrammi per metro cubo al giorno) da non superare più di 35 volte all’anno. San Vitaliano, quest’anno a quota 40, è da 8 anni la città con il numero maggiore di sforamenti (804, una media di uno ogni tre giorni), seguita da Pomigliano (635), Acerra scuola Capasso (595) e scuola Caporale (514) che nel 2022 hanno “sfondato” il limite 50 e 39 volte. Numeri preoccupanti che hanno portato in piazza il comitato civico Aria Pulita Agro Nolano, composto da 24 associazioni ambientaliste. Tra i presenti il sindaco di San Vitaliano Pasquale Raimo e il collega di Scisciano Edoardo Serpico, presidente del Tavolo dei Comuni dell’area nolana: “Abbiamo lavorato molto con la Regione e siamo riusciti a strappare la promessa al vicepresidente Fulvio Bonavitacola  di fondi (50% regionali e 50% europei) per acquistare abbattitori per i camini e abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con la società Enea per accertare le fonti di inquinamento”. “Un ulteriore impegno – aggiungono – è quello di installare le centraline a tutti i comuni che ne fanno richiesta”. “E’ stata una manifestazione significativa per la partecipazione dei futuri testimoni della battaglia ambientale come gli studenti” – dice Gennaro Esposito, presidente Isde Nola-Acerra e coordinatore del comitato civico. “Abbiamo esposto ai ragazzi le problematiche legate alle polveri sottili, le patologie correlate, i rischi per la popolazione e le proposte avanzate alla Regione. Il girotondo di solidarietà è un appello affinché le istituzioni facciano qualcosa per ridurre l’inquinamento atmosferico con la creazione di un tavolo tecnico”. “Sono 8 anni che San Vitaliano e Acerra occupano il primo e il secondo posto tra le centraline più sforanti d’Italia” commenta il presidente dei medici per l’ambiente campano Gaetano Rivezzi. “È necessario un maggior impegno di cittadini e istituzioni per poter abbattere almeno del 50% il rischio di patologie come la broncopatia cronica ostruttiva, le patologie cardio-respiratorie, i tumori del polmone e le malattie degenerative del sistema nervoso centrale, compresi i tumori nelle fasce di età più precoci. In Campania i tassi di mortalità sono tre volte superiori a quelli della media regionale”. C’è anche chi recita il mea culpa: “Dobbiamo chiedere scusa alle nuove generazioni – afferma Guido Grosso (Assocampania Felix) – per aver dissipato il patrimonio ambientale. C’è una concentrazione di attività industriali e impianti per il trattamento di rifiuti sproporzionata rispetto alle possibilità di accoglienza del territorio che genera traffico, una delle cause più scatenanti delle polveri sottili”.  C’è chi, invece, persegue la strada della denuncia: “Se ognuno di noi prende coscienza e propone azioni concrete, i problemi si possono risolvere” commenta Enzo Mauro (Arci Masaniello) che con la radio di Saviano propone contenuti sull’inquinamento. Una sola giornata di consapevolezza non può bastare, come non bastano gli abbattitori per i camini, la volontà degli attivisti e gli appelli di pochi sindaci, ma può essere l’alba di un nuovo giorno.

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