Furgone “pazzo” investe tre persone: narcotest per conducente

Non ha fornito alcun tipo di ammissione agli inquirenti, che sono comunque convinti che alla guida del furgone Doblò che ieri ha seminato il terrore tra Volla e Cercola ci fosse lui, Francesco De Luca, il 29enne da ieri sera rinchiuso nel carcere di Poggioreale con l’accusa di aver ucciso un uomo di 73 anni e di tentato omicidio nei confronti delle altre due donne investite, oltre che di furto.

Il furgone è stato poi ritrovato abbandonato nella zona del rione De Gasperi, nel quartiere napoletano di Ponticelli, Resta invece da valutare, stando a quanto si apprende dagli ambienti investigativi (sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Torre del Greco), la possibilità  di sottoporre l’uomo al narcotest. I militari decideranno d’intesa con l’autorità  giudiziaria, anche se nel corso di queste ore l’effettuazione dell’esame tossicologico viene ritenuto – almeno al momento – non strettamente necessario.

Il giorno dopo le ore di paura vissute a Cercola e Volla, città poste a pochi chilometri dal capoluogo campano, restano ancora diversi dubbi, a partire dalle ragioni che avrebbero spinto chi guidava il furgone ad investire in poche ore tre persone e a tentare di mettere sotto altre persone.

Dubbi che le forze dell’ordine proveranno a dipanare prima dell’interrogatorio di garanzia al quale il giovane verrà  sottoposto nei prossimi giorni e soprattutto prima che venga eseguita l’autopsia sul corpo di Luigi Guadagno, l’uomo di 73 anni deceduto in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate nell’impatto avvenuto a Cercola.

In precedenza il furgone alla cui guida gli inquirenti ritengono vi potesse essere De Luca, aveva investito nell’ordine prima L.D.S., donna di 40 anni centrata lungo via Verdi a Volla, e poi L.E., altra donna di 47 anni, messa sotto dal Doblò mentre si trovava in viale del Progresso a Cercola (le immagini di quest’ultimo investimento sono state registrate da una telecamere del sistema di videosorveglianza della zona e sono diventate virali sul web dopo la diffusione da parte delle autorità  preposte). Da valutare anche – come hanno lamentato alcuni residenti – se la macchina dei soccorsi sia stata tempestiva nel mettersi in moto. Tanta, infine, la commozione a Cercola dove la vittima godeva di buona popolarità  ed era particolarmente stimato dai concittadini.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online