Cicciano, lotti cimiteriali: disagi al protocollo, scattano denunce

CICCIANO (nl)  – Doppia denuncia-querela contro il Comune di Cicciano per l’assegnazione di un lotto di terra nel cimitero. Sono quelle presentate alla stazione dei carabinieri di Cicciano da una cittadina e dal consigliere comunale e capogruppo consiliare del M5S Nunzia Coppola. Una vicenda durata 7 giorni tra lettere, richieste e chiarimenti fino all’esposto ai militari.

LA DENUNCIA – “Una cittadina – scrive Coppola – premette di aver depositato, all’apertura dell’ufficio protocollo del Comune, la domanda per l’assegnazione di un lotto di terra per la costruzione di una cappella gentilizia nel cimitero sottolineando la circostanza che quella mattina ha atteso l’apertura dell’ufficio per il deposito”. “Lamenta di aver trovato ostruzionismo da parte dell’addetto alla ricezione che non voleva accettare la busta prima perché era un plico chiuso e poi perché non sapeva dell’esistenza di alcun bando. Al deposito, il dipendente ha poi riferito che il protocollo non era funzionante quindi accoglieva la sua richiesta ma non le consegnava alcun numero di protocollo”. “La donna alle ore 8.21 lascia il comune e il giorno dopo ritorna per ritirare il numero di protocollo. La stessa viene convocata dall’ufficio tecnico per il giorno 11 per la scelta del lotto ma in quell’occasione apprende che la sua domanda non era stata protocollata per prima e che il lotto che lei aveva individuato era stato già scelto da un altro” continua Coppola. Da qui la richiesta di chiarimento. “Ho verificato che la domanda della cittadina è stata protocollata alle ore 8.31 e quindi non in contemporanea alla consegna della domanda avendo la stessa lasciato il comune prima e che prima di lei era stata protocollata altra domanda a nome di un imprenditore alle ore 8.29. La signora ribadisce che al momento della sua consegna nell’ufficio non c’era nessun altro cittadino” sottolinea il consigliere comunale di opposizione.

IL PROTOCOLLO – Al telefono l’impiegato, secondo la denuncia, ha raccontato: “La signora si è presentata prima all’apertura dell’ufficio con una busta chiusa. Ha riferito a lei di non poterla accettare. Dopo aver chiamato a telefono qualcuno apre la busta e la consegna”… “la signora ha perso tempo per poi lasciare i documenti sul tavolo e andare via. Avendo altri documenti presenti sul tavolo ha cominciato i protocolli non seguendo alcun ordine ma prendendo a caso i documenti presenti sulla scrivania”. “Alla mia domanda – continua Coppola – se la signora fosse la prima della giornata, il dipendente conferma che è stata la prima della giornata e alla mia domanda di come mai si fosse ritrovato il protocollo per secondo, mi risponde di non aver osservato l’ordine di presentazione”. La signora mi ha riferito che è stata costretta a lasciare la commissione convocata per l’acquisto dei lotti in quanto la posizione le era stata attribuita da un protocollo secondo lei irregolare e le aveva fatto perdere la possibilità di acquisto del lotto che aveva tanto atteso lei e la sua famiglia”.

LA RICHIESTA – “Ho anche telefonato al responsabile dell’ufficio tecnico comunale a cui ho riferito la questione” dice ancora Coppola. “E lo stesso mi ha detto di aver ricevuto l’ordine delle domande protocollate dall’ufficio preposto e di non sapere null’altro se non sino a quando la signora ha lasciato la commissione senza aver scelto alcun lotto”. “Da questa vicenda – chiosa Coppola – emerge una situazione presso il comune di Cicciano di totale disordine e un’azione amministrativa svolta a danno dei diritti dell’utenza e ho chiesto con apposita istanza al segretario comunale la sospensione delle procedure di assegnazione dei lotti in autotutela per evitare danni economici a carico dell’Ente”.

LA POSIZIONE DEL COMUNE – Il responsabile dell’Ufficio tecnico Giuseppe Ottello con un documento ufficiale ha precisato che, avendo appreso di presunte anomalie nell’attività di protocollo, ha convocato il dipendente che ha riferito di aver incontrato nell’atrio della sede comunale la signora che voleva consegnargli una busta chiusa indirizzata al sindaco. Avendole spiegato di non poter accettare una busta chiusa, lei si allontanava dicendo di dover telefonare al fratello. Intanto l’impiegato municipale, attivando la sua postazione, si è accorto del cattivo funzionamento del sistema che non gli consentiva di registrare i documenti che gli venivano presentati. Nel frattempo è giunto in ufficio un altro utente con una busta aperta indirizzata all’ufficio Cimitero. Il dipendente l’ha acquisita mentre subito dopo ritornava la signora con la busta che veniva lasciata lì in attesa che il protocollo informatico ritornasse a funzionare. Quando ciò è avvenuto, l’impiegato ha registrato i documenti rigorosamente nell’ordine di come erano stati lasciati sulla sua scrivania precisando inoltre di non essere a conoscenza del bando emesso dall’Ufficio tecnico e che quindi l’ordine cronologico di registrazione delle domande potesse dare la priorità di scelta. Il funzionario del Comune scrive di non aver “ravvisato alcuna anomalia o irregolarità nella procedura di acquisizione informatica dei protocolli”. La procedura di affidamento dei lotti cimiteriali è poi avvenuta il giorno successivo. E poi sono partite le denunce.

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