NAPOLI (rgl) – Dopo l’incendio che appena 24 ore fa ha colpito un treno della Circumvesuviana sulla linea di Sorrento e a poche settimane dalla chiusura delle indagini sulla tragedia della funivia del Faito, l’Eav – Ente Autonomo Volturno – ha acquistato una pagina pubblicitaria su un quotidiano per celebrare i risultati della sua gestione. Una scelta che ha suscitato l’indignazione dei pendolari vesuviani, che rispondono con una lettera aperta. “Non c’è garbo nell’azione messa in campo da Eav”, denunciano i firmatari. “Mancano troppe verità nel racconto autocelebrativo presentato dall’azienda”. E con una metafora tagliente, aggiungono: “Non siamo davanti all’acquaiolo che elogia la sua acqua, ma a un cantiniere che vuol far passare un pessimo aceto per un eccellente vino”. Nella lettera, firmata da Enzo Ciniglio, Salvatore Ferraro, Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia, si contesta l’operato del management Eav, accusato di aver ridotto al minimo storico l’offerta di servizio sulle tratte gestite. “Non sono otto, ma dieci gli anni di gestione – precisano – in cui i problemi sono cresciuti su tutte le linee: vesuviane, flegree, la Piedimonte Matese e la Napoli-Benevento, la cui apertura è rimandata a sine die”. Particolare preoccupazione viene espressa per i ritardi nella manutenzione e nella programmazione della sostituzione dei treni ETR 400, mezzi ormai vicini all’obsolescenza e destinati a fermarsi, con il rischio di compromettere ulteriormente la regolarità del servizio. Nel mirino anche l’eccessiva trasformazione dell’azienda in “stazione appaltante”, più orientata all’apertura di cantieri che alla chiusura. “Non è dato sapere quanti di questi cantieri siano stati effettivamente conclusi”, accusano. “Alcuni sono fermi, altri procedono a singhiozzo, come nel caso del raddoppio Pompei-Castellammare, due realtà geograficamente vicinissime, ma che per EAV sembrano lontanissime nel tempo”. Durissimo il giudizio sull’iniziativa promozionale dell’ente: “Quando non può edulcorare la realtà con i comunicati stampa, EAV compra con soldi pubblici pagine di giornale. È scandaloso. Questa non è informazione istituzionale: è un tentativo mal riuscito di nascondere la realtà”. Neppure i bilanci tranquillizzano. “Anche il vanto contabile dell’attuale management inizia a scricchiolare», sottolineano, «visto il considerevole e preoccupante aumento milionario dei debiti verso i fornitori”. “Infine, l’appello: «Noi pendolari non possiamo permetterci di acquistare pagine pubblicitarie per raccontare la nostra verità. Per questo chiediamo a chi crede ancora nella libertà e nella trasparenza, di dar voce a questa lettera”.






