SORRENTO (rgl) – Un terremoto giudiziario scuote le fondamenta della politica e della burocrazia sorrentina: sedici misure cautelari, tra cui undici arresti in carcere e cinque ai domiciliari, sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata su un vasto sistema corruttivo legato agli appalti pubblici tra il 2022 e il 2024. Tra i nomi eccellenti coinvolti figura Massimo Coppola, ex sindaco di Sorrento, già arrestato in flagranza lo scorso 21 maggio dopo aver intascato una tangente da un imprenditore. Le accuse a suo carico coprono tutti e 14 i capi d’imputazione formulati dalla magistratura, in un’indagine che coinvolge anche funzionari comunali, dirigenti e imprenditori, e che ruota attorno a 36 appalti per un valore complessivo superiore a 35 milioni di euro, tra fondi PNRR e FESR. Secondo quanto illustrato dal procuratore Nunzio Fragliasso, l’ex sindaco avrebbe personalmente incentivato l’aggiudicazione degli appalti per trarne proventi illeciti. Figura centrale nell’inchiesta anche Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo”, che pur senza alcun ruolo ufficiale, operava di fatto come vice sindaco ombra, intervenendo su scelte amministrative e politiche in nome e per conto del primo cittadino.I due utilizzavano telefoni cellulari “canarini”, intestati a extracomunitari, per parlare liberamente di appalti e tangenti, eludendo controlli e intercettazioni. Quando usavano i propri dispositivi, si esprimevano in modo criptico. Il punto di svolta è arrivato grazie alla denuncia spontanea di un imprenditore, stremato dalle continue richieste di denaro e dalle pressioni del sindaco Coppola. L’uomo, ha spiegato Fragliasso, “ha chiesto di essere ricevuto con urgenza, dichiarando che non ce la faceva più e minacciando il suicidio. Grazie al suo coraggio, è stato possibile procedere all’arresto in flagranza”. Ma il sistema corruttivo svelato dalle indagini non sarebbe circoscritto al solo territorio di Sorrento. Alcuni imprenditori coinvolti avrebbero ammesso di pagare tangenti anche in altri comuni, facendo intendere una pratica diffusa e sistemica. Ulteriori approfondimenti investigativi sono in corso per chiarire l’estensione del fenomeno. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche il consigliere comunale Vincenzo Sorrentino. Le accuse vanno dalla corruzione al peculato, fino alla turbativa d’asta, con ipotesi di contaminazione sistemica della macchina amministrativa che, secondo il procuratore, “presenta caratteristiche simili a quelle delle consorterie criminali”. Il sindaco di Sorrento Massimo Coppola e colui che si presentava, ma senza averne l’incarico, come vice sindaco, Raffaele Guida, noto anche come “Lello il sensitivo”, utilizzavano telefoni cellulari dedicati, che chiamavano “canarini”, dotati di sim intestate ad extracomunitari, per parlare liberamente di appalti e tangenti. Lo ha reso noto il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, nel corso di una conferenza stampa indetta per illustrare l’operazione della Gdf su presunti illeciti nell’assegnazione degli appalti, che ha portato all’arresto di 16 indagati. Anche sulle utenze abituali i colloqui tra Coppola e Guida avevano spesso come tema principale l’assegnazione degli appalti, ma il colloquio in quei casi si svolgeva in maniera molto più criptica. Nell’ordinanza, ha spiegato il procuratore Fragliasso, il gip definisce le modalità adoperate dagli indagati per portare avanti i loro progetti, in particolare dall’ex sindaco Coppola e da Raffele Guida (che nelle intercettazioni si definiscono “fratelli”), “tipiche delle consorterie criminali”. Gli inquirenti hanno anche reso noto che Coppola intascava il 6-7 per cento, con punte del 10%, per ogni appalto e gli imprenditori intercettati nelle conversazioni fanno riferimento, senza remore, alle percentuali da versare agli amministratori pubblici. Gli arresti notificati oggi dalla Gdf nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati a Sorrento sono stati emessi dal gip di Torre Annunziata, ha sottolineato Fragliasso, “senza interrogatori preventivi” per evitare “il pericolo di inquinamento delle prove”. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche funzionari dell’amministrazione comunale di Sorrento che, ha spiegato il procuratore, “erano disponibili ad assecondare il sindaco nell’affidamento degli appalti” mentre i componenti delle commissioni aggiudicatrici erano “proni alle sollecitazioni del primo cittadino”. Nell’ ambito delle indagini della Guardia di Finanza di Torre Annunziata relativa ai presunti casi di corruzione commessi a Sorrento per agevolare imprenditori disposti a pagare mazzette la Procura di Torre Annunziata, con il pm Giuliano Schioppi e il procuratore Nunzio Fragliasso, hanno chiesto e ottenuto dal gip Mariaconcetta Criscuolo la custodia cautelare in carcere per l’ex sindaco Massimo Coppola, per Raffaele Guida (“Lello il sensitivo”), per l’ex consigliere comunale e commercialista Vincenzo Sorrentino, per Danilo Amitrano, per il tecnico Vincenzo Rescigno, per Gennaro Esposito, e per gli imprenditori Mario Parlato, Luigi Todisco, Luigi Di Palo, Aniello Vanacore. Il giudice ha disposto i domiciliari, invece, per il capo dell’ufficio tecnico comunale Filippo Di Martino, il funzionario Luigi Desiderio, e gli altri imprenditori Alessandro Di Domenico, Michele Zambelli e Raffaele Guarino.






