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Bullismo, riscatto e pegni in caramelle: “lezioni” di vita nella palestra Adk

da sx Vincenzo Visone, Giuseppe Bagnano, Sara Di Mauro
e Francesco Caliendo

CASALNUOVO (Nello Lauro – “Il Mattino”) Non è solo una palestra. È una comunità. In via San Giacomo, a Casalnuovo, c’è un luogo dove il katategi – l’abito bianco del karate – non è solo una divisa, ma un simbolo di crescita, rispetto e rinascita. Dal 2018, l’Accademia Danza Karate (ADK) non è solo una scuola di arti marziali e danza. È un vero “laboratorio” per la vita. Oltre 100 allievi, dai 4 anni in su, imparano qui a mettersi in gioco, dentro e fuori dal tatami. Alla guida di questa realtà c’è il maestro Giuseppe Bagnano, 31 anni, cintura nera 5° dan, laureato in Scienze Motorie e prossimo alla laurea in Scienze della Nutrizione Umana. Al suo fianco, la direttrice artistica Chiara Castellano, 30 anni, coordina i corsi di danza classica, moderna e hip-hop con passione e rigore. L’Adk è una scuola che lavora sull’autostima e l’inclusione, accogliendo anche ragazzi con fragilità emotive e relazionali. Alcuni sono stati vittime di bullismo e oggi, grazie alla disciplina del karate, hanno ritrovato fiducia, postura e soprattutto la voce: “Testa bassa ieri, testa alta oggi” è il mantra che accompagna ogni allenamento. Il dojo non è solo fatica e sudore. È anche regole e rispetto. Chi arriva in ritardo o dimentica di salutare paga un piccolo “pegno educativo”: un pacco di caramelle da condividere con gli altri. Una lezione di responsabilità semplice ed efficace: oltre 100 pacchi raccolti nell’anno. Oltre all’aspetto educativo, l’ADK è anche una fucina di talenti sportivi: tra i protagonisti ci sono Noemi De Costanzo, 8 anni, campionessa regionale Kumitè, Giuseppe Emanuele Ruotolo, 19 anni, campione regionale Kata e Simona Torti, 14 anni, parte della squadra regionale Fesik, solo per fare qualche esempio. A seguire e formare gli allievi, una squadra affiatata di 10 istruttori e maestri, tra cui Sara Di Mauro, Francesco Caliendo e Vincenzo Visone, sotto la direzione tecnica di Bagnano. La palestra è viva anche fuori dal tatami e diventa un punto di aggregazione: tombolate sociali, pizzate con le famiglie, iniziative che tengono unito il gruppo e rafforzano il legame tra sport, educazione e territorio. I corsi accademici si sono conclusi lo scorso 30 giugno, ma gli agonisti proseguiranno fino al 26 luglio con la fase di off season, allenandosi ogni lunedì e venerdì dalle 18:30 alle 23:30 e nei weekend per gare e stage.

Il maestro Giuseppe Bagnano

“L’Adk è una seconda casa – racconta Giuseppe Bagnano – qui si cresce, si sbaglia, si impara, ma soprattutto si diventa parte di qualcosa di più grande. Chi entra qui cambia passo, cambia sguardo. E inizia a credere in sé. Perché lo sport, quando è fatto con il cuore, può cambiare davvero la vita di ognuno di noi”. Sul biglietto da visita dell’accademia, non a caso, campeggia il simbolo cinese Dào, che significa “cammino”. Accanto, il motto: “Essere radice per continuare a crescere”. Un manifesto d’identità che indica una direzione chiara, anche quando la strada è in salita.

 

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