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Furti seriali su Fiat 500X, Jeep e Smart in 11 comuni: arrestati in due per 16 colpi

BENEVENTO (rgl)  – Una lunga scia di furti su automobili in tutta la regione, 16 episodi accertati, decine di componenti meccaniche sottratte e poi rivendute online. È il bilancio dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, che ha portato oggi all’esecuzione di un’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due 25enni napoletani, ritenuti responsabili – in concorso tra loro – di una serie di colpi su Fiat 500X, Jeep Renegade e Smart. L’attività investigativa ha preso avvio nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2024, dopo il furto di componenti da una Fiat 500X parcheggiata a Montesarchio. I carabinieri delle compagnie di Benevento e Montesarchio hanno subito avviato una meticolosa analisi delle telecamere di videosorveglianza, riuscendo a individuare l’auto usata dai ladri. Da lì è partita un’indagine a tutto campo che ha coinvolto intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, analisi gps, perquisizioni, esame dei tabulati e testimonianze. Il risultato: 16 episodi di furto documentati tra Benevento, Airola, Montesarchio, Solofra, Nocera Inferiore, Eboli, Capua, Battipaglia, Castellammare di Stabia, Avellino e Santa Maria a Vico. Il modus operandi era sempre lo stesso: rottura del deflettore anteriore sinistro, smontaggio rapido e preciso dei gruppi ottici anteriori e posteriori, del computer di bordo e di altri componenti di pregio. I pezzi venivano poi venduti sui social a ignari acquirenti, attratti da prezzi vantaggiosi. I due giovani sono indagati anche per resistenza a pubblico ufficiale: durante un pedinamento successivo a un colpo a Solofra, si sono dati alla fuga a folle velocità, imboccando un tratto dell’autostrada A16 contromano, tentando più volte di speronare l’auto dei militari. Un’azione estremamente pericolosa che ha messo a rischio la vita di carabinieri e automobilisti. Sulla base degli indizi raccolti, il gip del Tribunale di Benevento ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare domiciliare, dopo l’interrogatorio degli indagati. Per altri sette episodi di furto, la richiesta di misura è stata rigettata per difetto di procedibilità.

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