martedì, Aprile 14, 2026
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Muscarà: “Napoli, imposta soggiorno usata per eventi e convegni: zero benefici per i turisti”

NAPOLI (rgl) – “A Napoli si sta consumando l’ennesimo spreco istituzionalizzato”: è un’accusa durissima quella lanciata dalla consigliera regionale indipendente Marì Muscarà, che punta il dito contro l’utilizzo dei fondi provenienti dall’imposta di soggiorno, la tassa che ogni turista paga pernottando in città, e che – secondo la normativa – dovrebbe essere destinata a migliorare servizi, accoglienza e infrastrutture turistiche. Secondo i dati ottenuti da Muscarà, solo una piccola parte dei circa 42 milioni di euro incassati finora sarebbe stata impiegata per migliorare concretamente la fruizione della città da parte dei turisti. Al contrario, emergono voci di spesa che sollevano più di un dubbio sulla loro effettiva utilità pubblica.

PALINSESTI RAI E COVEGNI: OLTRE 450 MILA EURO – Tra i casi più eclatanti evidenziati dalla consigliera figurano 161.040 euro destinati alla presentazione dei palinsesti Rai 2025/2026, evento mediatico che, osserva Muscarà, «difficilmente porterà benefici tangibili a Napoli». Seguono 122.000 euro per il convegno “La Bibbia e le donne”, e altri 169.460 euro per “iniziative artistiche, ludiche e culturali”, tutte affidate alla stessa ditta con procedura diretta. “È una pioggia di soldi pubblici – accusa Muscarà – destinata sempre agli stessi soggetti. Non si migliora l’esperienza urbana dei turisti, ma si finanziano eventi autoreferenziali che non lasciano nulla alla città”.

UNA CITTA’ CHE SOFFRE – La consigliera non risparmia critiche alla gestione amministrativa locale: “Cosa resta a chi visita o vive Napoli? Strade dissestate, fontanelle rotte, trasporti inefficienti, verde pubblico abbandonato. Altro che convegni: qui si ignorano le vere priorità”. Il regolamento sull’imposta di soggiorno – ricorda – prevede l’utilizzo dei fondi per turismo, beni culturali, mobilità e manutenzione urbana. Ma nella realtà, secondo la consigliera, “la città è gestita come una lista della spesa senza controllo”.

“SERVE CHI CONTROLLI, NON CHI APPLAUDE” – Muscarà chiude il suo intervento con un appello: “Servono consiglieri comunali orgogliosi di essere napoletani, che leggano le carte, facciano domande e pretendano trasparenza. I turisti non vengono a Napoli per assistere a convegni, ma per viverla davvero. E invece trovano disservizi ovunque. Basta con i finti eventi e i veri affari”. Una denuncia che riaccende il dibattito sull’efficacia della spesa pubblica in ambito turistico e sull’urgenza di una gestione più trasparente e utile delle risorse incassate. “La Napoli che i turisti amano – conclude Muscarà – è quella vera, e ha bisogno di acqua nelle fontanelle, autobus puntuali e marciapiedi sicuri. Non di slogan e passerelle”.

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