sabato, Aprile 11, 2026
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Siccità, insetti e cinghiali: noccioleti irpini in crisi, chiesto stato calamità alla Regione

AVELLINO (rgl) – La corilicoltura irpina è al collasso. Ettari di noccioleti distrutti o resi improduttivi da un mix devastante di fattori climatici estremi, attacchi parassitari e danni da fauna selvatica. È un tracollo che rischia di mettere in ginocchio un’intera filiera economica, ed è per questo che il consigliere regionale Enzo Alaia (Italia Viva) ha ufficialmente chiesto alla Regione Campania di riconoscere lo stato di calamità naturale per le zone interessate. L’allarme riguarda non solo la media Valle del Sabato, ma anche il Mandamento Baianese e diverse aree dell’Alta Irpinia, con una perdita media di produzione che in alcuni casi supera addirittura il 90%. “Non possiamo ignorare i numeri – ha dichiarato Alaia – la sola provincia di Avellino contribuisce a oltre il 40% della produzione campana di nocciole, impiegando centinaia di addetti anche nell’indotto. Ma oggi i produttori non riescono neppure a coprire i costi sostenuti per la coltivazione”. Secondo il consigliere regionale, lo scenario è compromesso da una serie di eventi avversi concomitanti: stress termico prolungato, bombe d’acqua, attacchi di insetti e soprattutto i danni provocati dai cinghiali, ormai fuori controllo in molte aree rurali. Alaia ha fatto sapere di aver inviato una nota all’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo, per attivare formalmente la procedura necessaria al riconoscimento dello stato di calamità e all’erogazione di misure straordinarie. “Il comparto corilicolo – conclude – non rappresenta solo un settore economico strategico per l’Irpinia, ma è anche un importante presidio di tutela ambientale e paesaggistica. La Regione deve intervenire subito, con fondi per i ristori, sostegno tecnico agli agricoltori e strumenti di contenimento per la crisi climatica. Senza una risposta rapida e concreta, il rischio è l’abbandono di centinaia di ettari e la perdita definitiva di una ricchezza per il territorio”.

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