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Falsi preti celebravano matrimoni, battesimi e funerali: l’allarme del vescovo di Nola

NOLA (rgl) – Celebravano battesimi, matrimoni e perfino riti funebri, dispensavano benedizioni e unzioni, ma non erano sacerdoti legittimamente ordinati. La denuncia arriva direttamente dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che in una nota ufficiale ha reso pubblico un avviso rivolto a tutta la comunità diocesana, mettendo in guardia i fedeli da coloro che definisce “falsi preti”. I nomi indicati nella comunicazione sono quelli di Francesco Balzano, Salvatore Mauriello, Antonio Moretti e Gennaro Vitiello. Secondo quanto chiarito dal vescovo, i quattro risultano attivi anche nel territorio della diocesi di Nola, ma non appartengono alla Chiesa cattolica né sono stati ordinati validamente secondo i canoni ecclesiastici. Il comunicato, pubblicato sul sito ufficiale della Diocesi, fa seguito a un’analoga presa di posizione da parte dell’Arcidiocesi di Napoli, che per prima ha segnalato il fenomeno e chiesto ai fedeli di non partecipare alle “millantate celebrazioni” presiedute dai 4 uomini. “Dispongo che, essendo illegittimo il loro esercizio del ministero sacro, non sia dato ad essi alcun riconoscimento diretto o indiretto di carattere ecclesiastico nell’ambito delle nostre comunità”, si legge nella nota di monsignor Marino. E ancora: “Si raccomandi ai fedeli a non partecipare ad alcuna celebrazione sacramentale o sacramentale da essi organizzata. La partecipazione consapevole costituirà una grave mancanza per la loro vita di fede e per la comunione con la Chiesa cattolica”. Tra i diretti interessati, Francesco Balzano, 47 anni, ha deciso di prendere parola pubblicamente. Lo ha fatto in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, dove si è difeso dalle accuse e ha rivendicato la legittimità del suo operato religioso. “Se c’è validità di forma, materia e ministro, il sacramento è sempre valido. È Dio che agisce tramite i suoi ministri, e la Chiesa non può annullare ciò che Dio ha disposto”, ha dichiarato Balzano. Si definisce “monsignore” e dichiara di appartenere alla Prelatura Santissimi Pietro e Paolo – Married Priest Now, realtà autonoma ispirata alle posizioni dell’ex arcivescovo zambiano Emmanuel Milingo, ridotto allo stato laicale dal Vaticano nel 2009 per aver ordinato vescovi sposati. In risposta a un post Facebook della diocesi, Balzano ha citato anche il documento vaticano Dominus Jesus per sostenere che “le Chiese non in perfetta comunione con Roma possono essere vere Chiese particolari”. E ha concluso appellandosi alla Costituzione italiana:“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa”. Sui social Balzano si racconta come un uomo in cammino, segnato da un passato difficile, ma oggi convinto della sua vocazione. Spesso si mostra in abito talare, celebra riti trasmessi in diretta e prega online. In occasione del Pride di Napoli ha scritto: “Il vero Dio è un Dio arcobaleno”. Il confronto resta aperto. Da una parte la Chiesa cattolica, che ribadisce la validità esclusiva dei sacramenti amministrati dai suoi ministri ordinati. Dall’altra, questi sedicenti sacerdoti, che rivendicano autonomia spirituale e validità teologica del loro operato. Nel frattempo, le celebrazioni proseguono.

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