mercoledì, Maggio 13, 2026
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Placenta rischia di bloccare il parto: al Moscati di Avellino intervento salva mamma e bambino

AVELLINO (rgl) – Una nascita che si trasforma in un trionfo della medicina moderna e del lavoro di squadra. All’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, una gravidanza ad altissimo rischio si è conclusa con la salvezza di mamma e bambino grazie a un intervento straordinario che ha unito competenze multidisciplinari e tecnologie d’avanguardia. Protagonista della vicenda una donna di 35 anni, residente in provincia di Salerno, che si è affidata ai professionisti del Moscati per affrontare la sua seconda gravidanza, resa estremamente complessa da una diagnosi di placenta previa centrale con sospetto accretismo placentare. Una condizione rara e tra le più insidiose in ostetricia, che comporta un elevatissimo rischio di emorragia massiva e la quasi certa necessità di un’isterectomia, con conseguente perdita della fertilità.

L’équipe di Ostetricia e Ginecologia, guidata dal primario Mario Ardovino, ha scelto di non limitarsi al protocollo tradizionale, ma di applicare una tecnica avanzata praticata solo in pochi centri in Italia: un taglio cesareo a 36 settimane associato all’occlusione temporanea delle arterie ipogastriche tramite catetere a palloncino. L’intervento, eseguito in collaborazione con il team di Radiologia Interventistica diretto da Giulio Lombardi e supportato da anestesisti e neonatologi, è stato un successo. La donna ha potuto conservare l’utero e la possibilità di una futura maternità, mentre il bambino è nato senza complicazioni. Entrambi, ancora ricoverati presso la Città Ospedaliera, sono ormai prossimi a tornare a casa. “Questa metodica – spiega Ardovino – richiede attrezzature all’avanguardia e una sinergia multidisciplinare. Radiologia Interventistica e Ginecologia hanno unito entusiasmo e rigore clinico, garantendo il miglior trattamento possibile”.

Soddisfazione anche da parte del direttore generale, Germano Perito: “Non è solo un successo clinico, ma la dimostrazione concreta di come al Moscati si affrontino con determinazione e competenza anche le sfide più complesse. Un lavoro di squadra che trasforma la medicina in possibilità”.

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