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“Ti lascio il mondo”, la lezione di vita di Ciro Campana: amore, lotta e riscatto

POMIGLIANO D’ARCO (rgl) – Una dichiarazione d’amore, un testamento morale, una chiamata all’azione. Con “Ti lascio il mondo”, Ciro Campana, imprenditore e attivista originario di Pomigliano d’Arco, firma un’opera che va ben oltre il perimetro di una raccolta di lettere a un figlio. Il suo libro – pubblicato lo scorso 26 giugno – nasce da una vicenda personale drammatica, la diagnosi di una grave malattia, e si trasforma in un atto pubblico: un’eredità fatta di visione, etica e speranza. Attraverso uno stile intimo e diretto, Campana rivolge al figlio parole che sono insieme guida e riflessione, abbraccio e manifesto. Quelle lettere, pensate per essere consegnate nei momenti chiave della vita, diventano un messaggio collettivo rivolto a tutti i giovani del Sud: restare, resistere, costruire. “Non posso lasciarti fortune, case o conti in banca. Ti lascio il mondo per come l’ho vissuto, e per come spero tu possa cambiarlo”, scrive l’autore. La narrazione attraversa temi dolorosi ma necessari: la devastazione ambientale in Campania, l’aumento dei tumori, la crisi della sanità pubblica, l’abbandono istituzionale. Ma lo fa sempre con una tensione etica ben definita: trasformare il dolore in impegno concreto. Nelle 276 pagine del volume, il percorso di Campana si intreccia con quello di un’intera generazione cresciuta “dove la terra brucia”, ma decisa a restare e cambiare. Il suo è un racconto di riscatto personale e collettivo, di chi ha scelto l’impresa non solo come attività economica, ma come strumento di giustizia sociale. E i numeri parlano per lui: centinaia di posti di lavoro creati, progetti in ristorazione, edilizia, formazione, sicurezza, turismo e tutela ambientale. Un esempio di economia etica in un territorio difficile. Campana, presidente regionale della Lida (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale), è da sempre impegnato anche sul fronte dei diritti e della legalità, unendo sensibilità ambientale e attivismo politico. Alle sue due candidature al Consiglio Regionale della Campania, ha affiancato una costante attività civica, con un’unica missione: dare voce e strumenti a chi vuole restare. “Siamo cresciuti dove l’aria sa di plastica e l’acqua è veleno. Ma io ho scelto di costruire. Perché la rabbia non basta: servono organizzazione, impresa, bellezza”, scrive. Il libro è destinato non solo al figlio, ma a chiunque senta il bisogno di ritrovare senso e direzione. Un inno alla responsabilità, un gesto d’amore che si fa donazione concreta: l’intero ricavato della pubblicazione sarà devoluto alla rete pediatrica per l’assistenza e la ricerca sui tumori infantili. Una scelta che rende il libro ancora più potente: un atto di generosità che lega le parole all’azione. “Non mi sono mai sentito un eroe. Ma nemmeno una vittima. Sono uno che ha scelto di restare. Di lottare. Di costruire, anziché maledire”.

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