NAPOLI (rgl) – L’autunno per la Circumvesuviana si apre nel segno del caos. Con l’anno scolastico ormai alle porte e la ripresa del lavoro a pieno regime in tutti i settori, Eav continua ad applicare sulle linee vesuviane il programma di esercizio estivo, ignorando – denunciano i comitati – le esigenze di studenti e pendolari e disattendendo la Carta della Mobilità. Secondo una bozza interna che circola da giorni e che dovrebbe entrare in vigore dal 1° ottobre, il nuovo piano prevede tempi di attesa fino a 40 minuti, una riduzione del numero delle corse (226 contro le 268 stabilite dall’obbligo di servizio del 2015), treni più lenti, convogli ridotti a un solo elemento sulle tratte Baiano, Poggiomarino, Torre Annunziata e Sarno, e la conferma dei Campania Express e dei Direttissimi per Sorrento. Un quadro che, a detta dei pendolari, privilegia la linea turistica di Sorrento e penalizza ancora una volta le aree interne, già isolate da infrastrutture carenti. La protesta è corale e arriva da comitati civici, ambientalisti e associazioni dei consumatori: Enzo Ciniglio, portavoce del comitato Facebook No al taglio dei treni della Circumvesuviana, Marcello Fabbrocini, comitato civico Cifariello di Ottaviano, Salvatore Alaia, comitato civico (A)Vitiamolo Sperone, Salvatore Ferraro, portavoce del comitato Facebook Circumvesuviana-Eav, Mariarosaria Imparato, presidente di Legambiente Campania e Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania Pas “Nonostante i centinaia di milioni di euro investiti dalla Regione Campania negli ultimi dieci anni, la gestione delle linee vesuviane appare peggiore rispetto al passato – denunciano i promotori – quando non c’erano neppure i soldi per garantire gli stipendi. È una vergogna”. I comitati chiedono a gran voce un confronto immediato e l’apertura di un tavolo di dialogo con Eav per rivedere il piano, sottolineando come le aree interne rischino di vedere compromesso ogni tentativo di sviluppo economico e turistico, vanificando anche l’ultimo protocollo d’intesa Dmo “Vesuvio” firmato da undici Comuni. “Dopo dieci anni di porte chiuse alle nostre proposte – concludono – è giunto il momento di ascoltare chi vive ogni giorno i disservizi della Circumvesuviana. Perché la mobilità è un diritto, non un privilegio”.






