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Crisi idrica in Irpinia, 21 comuni chiedono lo stato di emergenza nazionale

AVELLINO (rgl) – L’Irpinia alza la voce contro la sete che da mesi tormenta i cittadini. Sono 21 i comuni della provincia di Avellino che hanno deliberato la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi idrica regionale e, contestualmente, l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. A farsi promotori dell’iniziativa i sindaci di Montefredane, Paternopoli, Santa Paolina, Summonte, San Mango sul Calore, Nusco, Torrioni, Sorbo Serpico, Solofra, Quadrelle, Castel Baronia, Capriglia Irpina, Venticano, Parolise, San Potito Ultra, Mercogliano, Montefusco, Grottolella, Candida, Vallesaccarda e Manocalzati. Le amministrazioni hanno chiesto alla Giunta regionale campana di adottare una formale delibera e al Governo, tramite il Consiglio dei Ministri, di intervenire con misure straordinarie. Le richieste sono chiare: finanziamenti urgenti per il rifacimento e il potenziamento delle reti idriche, ormai obsolete e soggette a continue perdite, e l’introduzione di bonus per l’acquisto di serbatoi, cisterne e autoclavi, strumenti diventati indispensabili per garantire la continuitĂ  del servizio. Il tema della crisi idrica irpina sarĂ  al centro dell’attenzione nazionale domenica 21 settembre, quando “Mi Manda RaiTre”, il programma di inchiesta condotto da Federico Ruffo, trasmetterĂ  in diretta da Montefredane una puntata interamente dedicata all’emergenza.

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