NAPOLI (rgl) – Aria irrespirabile, Napoli corre ai ripari. Dopo i dati allarmanti diffusi dall’Arpac, che hanno registrato un numero di superamenti del limite di PM10 ben oltre la soglia consentita, il Comune ha emesso un’ordinanza urgente per ridurre le emissioni e tutelare la salute pubblica. Le misure resteranno in vigore dal 1° ottobre al 31 dicembre 2025 e rientrano nelle azioni previste dalla legge regionale 36/2020. Il provvedimento stabilisce tre divieti principali: la combustione all’aperto, l’utilizzo di generatori di calore obsoleti (sotto le 4 stelle di prestazione emissiva) e la sosta con motore acceso. Contestualmente, l’amministrazione comunale ha disposto un rafforzamento dei controlli per assicurare il rispetto delle regole. La decisione nasce dai dati raccolti dalla centralina Arpac presso l’Ospedale Pellegrini, nel cuore della città, dove sono già stati registrati 54 giorni di sforamento dei limiti di PM10: ben oltre i 35 annui massimi previsti dalla normativa. Una differenza che appare ancora più marcata se confrontata con i valori rilevati dalla vicina centralina del Museo Nazionale, che nello stesso periodo si è fermata a 15 sforamenti. Sulla questione era intervenuta in mattinata con toni critici la consigliera regionale indipendente Marì Muscarà: “I dati parlano chiaro: il sindaco ha l’obbligo di adottare misure immediate, ma a oggi nulla è stato fatto. È inaccettabile che in un’area così ristretta si registrino differenze tanto nette. Napoli non può continuare a ignorare un’emergenza che mette a rischio la salute di migliaia di cittadini”. Secondo Muscarà, oltre ai divieti momentanei, occorrono scelte strutturali e coraggiose: “Servono provvedimenti seri sul traffico, sulla mobilità sostenibile e l’attuazione dei piani obbligatori – dal Pums della Città Metropolitana ai Pum e Pgtu dei comuni – strumenti che finora sono stati colpevolmente trascurati”.






