mercoledì, Aprile 22, 2026
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Salta il maxi concorso per 1.274 operatori socio-sanitari: Muscarà e Ronghi chiedono rimborsi e indagini

NAPOLI (rgl) – Venticinquemila candidati, mesi di studio e preparazione, biglietti già acquistati per treni e pullman. Poi, a soli quattro giorni dall’inizio, la doccia fredda: il concorso unico regionale per l’assunzione di 1.274 operatori socio-sanitari è stato rinviato a data da destinarsi. Le prove, che si sarebbero dovute svolgere dal 22 settembre al Palapartenope e al Palavesuvio, sono saltate all’improvviso, scatenando un’ondata di proteste e polemiche. Durissimo il commento della consigliera indipendente della Regione Campania, Marì Muscarà: “Ancora una volta i cittadini pagano sulla propria pelle l’incapacità organizzativa delle istituzioni. Non si tratta solo di un danno psicologico: migliaia di persone hanno sostenuto spese di viaggio, pernottamenti e organizzato le proprie vite in funzione di questo concorso. La cancellazione all’ultimo minuto rappresenta un’ingiustizia inaccettabile”. Muscarà chiede inoltre che la Regione e le Asl coinvolte rimborsino subito le spese sostenute dai candidati, sottolineando come “sia doveroso restituire almeno una parte di quanto è stato ingiustamente sottratto e ridare credibilità alle istituzioni”.

A sollevare il caso è anche Salvatore Ronghi, presidente di Sud Protagonista, che insieme alla consigliera regionale punta il dito sulle modalità di gestione del concorso:
“Le dichiarazioni dello stesso presidente De Luca sulle motivazioni del rinvio confermano i nostri sospetti di possibili azioni illegali e clientelari. A questo punto – aggiungono Muscarà e Ronghi – chiediamo che la Regione presenti un esposto alla Procura della Repubblica affinché si faccia chiarezza sulle responsabilità”. Secondo i due esponenti, l’affidamento della procedura alla società incaricata, al centro delle critiche dello stesso governatore, va rivisto insieme al ruolo dei dirigenti e funzionari delle Asl coinvolte. “Settimane fa – ricordano Muscarà e Ronghi – avevamo lanciato l’allarme. Alla luce dei fatti, era purtroppo fondato. Continueremo a vigilare affinché la fame di lavoro che c’è in Campania non venga strumentalizzata e perché la selezione avvenga in modo trasparente, garantendo parità di diritti e opportunità a tutti i candidati”.

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