sabato, Maggio 9, 2026
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Giugliano, smascherata la banda dello “spoofing”: truffavano anziani fingendosi operatori bancari, 11 arresti

GIUGLIANO (rgl) – Telefonate “perfette”, loghi autentici, voci rassicuranti. Bastava una risposta sbagliata per cadere nella trappola. Con questa strategia la “banda dello spoofing”, smascherata dai carabinieri di Giugliano in Campania, è riuscita a sottrarre migliaia di euro a decine di vittime, soprattutto anziane, convinte di parlare con veri operatori della propria banca. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli Nord – sostituto procuratore Cesare Sirignano – ha portato all’arresto di undici persone, dieci finite in carcere e una ai domiciliari, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, truffa, ricettazione, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento.

LA TRAPPOLA PERFETTA: LO “SPOOFING” – I truffatori telefonavano alle vittime fingendosi operatori di istituti bancari, riuscendo anche a far comparire sul display numeri reali delle banche, grazie alla tecnica del “caller ID spoofing”. Con toni gentili e professionali, convincevano gli anziani di essere stati vittima di un attacco informatico, chiedendo loro di fornire i dati sensibili o di eseguire operazioni “di sicurezza” che in realtà servivano a svuotare i conti correnti. Dietro le telefonate c’era una rete criminale organizzata che acquistava sul dark web i dati delle potenziali vittime e li utilizzava per costruire messaggi di phishing estremamente realistici, completi di loghi, numeri di riferimento e link a siti web falsi che imitavano perfettamente quelli di Poste Italiane, PayPal, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bnl.

ACQUISTI E RIVENDITE LAMPO – Ottenuti i codici e i pin, la banda effettuava acquisti di ingente valore sul sito di Leroy Merlin, acquistando elettrodomestici e materiali da cantiere — trapani, condizionatori, caldaie, cavi elettrici — subito ritirati nel punto vendita di Giugliano in Campania da complici “corrieri” e rivenduti nella rete della ricettazione. Un secondo metodo prevedeva di convincere le vittime a trasferire i propri risparmi su conti “sicuri” che in realtà erano intestati a prestanome del gruppo criminale.

L’INDAGINE – L’inchiesta, sviluppata con la collaborazione di American Express, Leroy Merlin e diversi istituti bancari, ha consentito di ricostruire 22 episodi di truffa e bloccarne decine in tempo reale grazie all’intervento dei carabinieri. Sono stati sequestrati sistemi informatici, contanti e orologi di lusso per un valore complessivo di oltre 150mila euro.

“SCENARIO ALLARMANTE” – “Lo scenario delineato dalle indagini si è rivelato particolarmente allarmante – sottolinea la facente funzioni di procuratore Anna Maria Lucchetta – sia per il numero delle vittime, sia per la sofisticazione delle tecniche usate per ottenere i dati e raggirare gli anziani”.

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