SAVIANO (alads) – È bastata una firma, anzi nove. Nove su sedici. Tante ne sono servite per far cadere l’amministrazione comunale guidata da Vincenzo Simonelli, a cinque mesi dalla naturale scadenza del mandato. Una crisi maturata in poche ore e consumata in una stanza di un notaio, dove i consiglieri comunali dimissionari (tre esponenti di “Saviano al Centro” e i 6 del gruppo di opposizione) hanno formalizzato l’atto che sancisce la fine anticipata del governo cittadino. Simonelli, eletto il 7 ottobre 2020, ha affidato a un lungo messaggio pubblico tutta la sua amarezza: “È stata scritta un’altra pagina di malapolitica nella nostra martoriata Saviano. Stasera, al chiuso di una stanza di un notaio, i traditori seriali hanno teso un agguato alla città, a pochi mesi dalle elezioni. In primavera sarebbe stato il popolo a esprimere il proprio giudizio, ma chi fino a poche ore fa era al mio fianco ha ordito una congiura di palazzo per soddisfare la propria ambizione personale”. Il sindaco uscente parla senza mezzi termini di “tradimento”, di “egocentrismo” e di “opportunismo” politico: “Perché non sfiduciarmi in consiglio comunale? Forse per sottrarsi al confronto. Dovranno spiegarlo ai cittadini quando torneranno a chiedere una fiducia che hanno già tradito. Io non mi piego. Grazie a chi mi ha sostenuto e a ogni cittadino di Saviano: ci rivedremo presto per continuare quel percorso di rinnovamento che altri hanno voluto interrompere”. Simonelli, nel suo messaggio, rivendica con orgoglio il lavoro svolto in questi anni: “Ho speso tutto il mio impegno per Saviano. Non ho fatto i conti con i traditori seriali che vivono di egocentrismo e ambizioni personali. Con tanti lavori in corso, questa scelta non fa male a me, ma alla comunità. Non ho mai fatto accordi sottobanco, la mia è stata una politica diversa dal passato. Ho commesso errori, ma sempre con la coscienza pulita e l’obiettivo di fare il massimo”. Con le dimissioni formalizzate, il Comune sarà ora commissariato fino alle prossime elezioni, previste nella primavera del 2026. E’ il terzo comune a “cadere” in poco meno di una settimana dopo Ottaviano e Somma Vesuviana.







