martedì, Maggio 12, 2026
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Intelligenza artificiale e diritti: accessibilità e inclusione diventano legge

NAPOLI (alads – amda) – L’intelligenza artificiale entra sempre più nella vita quotidiana: nei servizi pubblici, nella sanità, nella scuola, nel lavoro. Ma chi tutela i diritti delle persone? E soprattutto: chi garantisce che nessuno resti escluso? A queste domande prova a rispondere la legge 23 settembre 2025, numero 132, entrata in vigore l’11 dicembre, che disciplina per la prima volta in modo organico l’uso dell’Ia in Italia. Si tratta di una legge di grande importanza, perché fissa regole chiare per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dello Stato, della pubblica amministrazione e dei soggetti privati, mettendo al centro la persona, i diritti fondamentali e l’inclusione, in particolare quella delle persone con disabilità.

COS’E’ L’IA SECONDO LA LEGGE – La normativa definisce l’Ia come un sistema automatizzato capace di elaborare dati e produrre decisioni, previsioni o contenuti che possono incidere sulla vita reale delle persone. Proprio per questo, l’uso di queste tecnologie deve essere trasparente, responsabile e controllabile, in linea con il nuovo Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (Ai Act).

PARI DIRITTI E ACCESSIBILITA’ PER LE PERSONE CON DISABILITA’ – Uno dei passaggi più significativi della legge riguarda l’accesso pieno e senza discriminazioni ai sistemi di intelligenza artificiale da parte delle persone con disabilità. L’articolo 3 stabilisce che ogni tecnologia basata sull’Ia deve essere progettata e utilizzata in modo da essere fruibile da tutti, nel rispetto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. L’innovazione non può creare nuove barriere: l’intelligenza artificiale deve diventare uno strumento di inclusione, non di esclusione.

TRASPARENZA E TUTELA DEI DATI PERSONALI – La legge rafforza anche il principio della trasparenza. Chi utilizza sistemi di Ia deve sapere in modo chiaro come vengono trattati i propri dati personali. Viene potenziato il ruolo del Garante per la protezione dei dati personali, chiamato a vigilare affinché il consenso sia davvero informato e l’uso dei dati avvenga in sicurezza.

SANITA’ E DISABILITA’: IL SUPPORTO DELL’IA  – Un capitolo centrale è dedicato alla sanità. La legge riconosce che l’intelligenza artificiale può aiutare nella prevenzione, nella diagnosi e nelle cure, ma chiarisce un principio fondamentale: le decisioni finali restano sempre nelle mani dei professionisti sanitari. In particolare, viene incentivato lo sviluppo di sistemi di IA in grado di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, favorire l’autonomia e la mobilità indipendente, aumentare la sicurezza e sostenere l’inclusione sociale. Queste tecnologie potranno affiancare anche il progetto di vita personalizzato, previsto dalla recente riforma sulla disabilità, rafforzando percorsi di autonomia e partecipazione.

GIOVANI, SPORT E INCLUSIONE – Un’attenzione specifica è rivolta anche ai giovani e allo sport. La legge prevede misure per rendere accessibili i sistemi di IA che promuovono il benessere psicofisico e la partecipazione sportiva delle persone con disabilità, riconoscendo lo sport come strumento di inclusione e crescita.

UNA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLE PERSONE – Nel suo insieme, la legge 132/2025 traccia una visione chiara: l’intelligenza artificiale deve supportare l’essere umano, non sostituirlo. Un principio che assume un valore ancora più forte quando si parla di disabilità, diritti e pari opportunità. L’innovazione tecnologica, se guidata da regole e valori, può diventare un alleato prezioso per costruire una società più equa, accessibile e rispettosa della dignità di tutti. Questa legge rappresenta un primo, importante passo in quella direzione.

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