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Aorta lacerata, intervento salvavita su 71enne al “Moscati” di Avellino

Loris Flora, direttore della Chirurgia Vascolare 

AVELLINO (rgl) – È arrivato in ospedale in condizioni critiche, con una diagnosi che non ammette attese: una grave dissezione dell’aorta toraco-addominale, tra le emergenze più complesse e letali in ambito vascolare. Un uomo di 71 anni, residente in provincia di Napoli, è stato preso in carico in urgenza dall’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, dove è stato sottoposto a un intervento salvavita eseguito in pochissimi centri altamente specializzati nel Paese. La patologia aveva determinato una lacerazione interna della parete dell’aorta, interessando contemporaneamente il tratto toracico e quello addominale. La rottura aveva creato due canali di scorrimento del sangue – un “lume vero” e un “lume falso” – alterando la normale circolazione e mettendo seriamente a rischio l’irrorazione degli organi vitali. A intervenire è stata l’équipe dell’Unità operativa di Chirurgia Vascolare, diretta da Loris Flora, all’interno della nuova sala operatoria ibrida dell’Azienda Moscati: un ambiente tecnologicamente avanzato che integra la chirurgia tradizionale con sofisticate apparecchiature di diagnostica per immagini in tempo reale. Dal punto di vista tecnico, i chirurghi hanno eseguito inizialmente, attraverso un accesso femorale e con sistema ecoguidato, una settotomia aortica: un taglio controllato della lamella di dissezione, la parete interna che separava i due canali creatisi nell’aorta. “Questa fase è particolarmente delicata – spiega il direttore della Chirurgia Vascolare, Loris Flora – perché richiede grande esperienza e precisione di manovra per guidare la teleferica a cavallo della lamella e intervenire con l’elettrobisturi nel punto esatto”. Dopo il ripristino di un unico canale di flusso, è stata impiantata un’endoprotesi toraco-addominale: un dispositivo assimilabile a un tubo rinforzato inserito all’interno del vaso, in grado di stabilizzare l’aorta, ripristinare un corretto flusso sanguigno e proteggere le arterie dirette agli organi addominali. L’intervento ha permesso di associare due procedure altamente complesse in un’unica seduta operatoria. Fondamentale anche il contributo dell’équipe di cardioanestesia, diretta da Arianna Pagano, che ha seguito il paziente nel delicato periodo immediatamente successivo all’operazione. L’operazione si è conclusa con successo. Il 71enne è attualmente in buone condizioni cliniche ed è in procinto di essere dimesso dall’Unità operativa di Chirurgia Vascolare.

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