CASORIA (rgl) – Poteva essere una tragedia annunciata, e invece è stata evitata per un soffio. Il crollo del palazzo in via Cavour a Casoria, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha lasciato dietro di sé macerie, paura e rabbia, ma nessuna vittima. Un epilogo drammatico scongiurato grazie all’allarme lanciato da un giovane residente che, accorgendosi che le porte di casa non si chiudevano più, ha dato il via a una catena di controlli culminata nello sgombero preventivo dello stabile. Il cedimento, provocato dalla rottura di una condotta idrica e dall’accumulo d’acqua alla base dell’edificio, è avvenuto intorno alle 7 del mattino, dopo ore di scricchiolii, boati e crepe nei muri. Già dalla notte precedente i Vigili del Fuoco avevano evacuato lo stabile con 15 nuclei familiari e disposto la chiusura di due strade. Alcuni palazzi vicini sono stati sgomberati in via precauzionale per consentire le verifiche di sicurezza. Sul posto, sin dalle prime ore, è intervenuta la Protezione civile della Regione Campania, in stretto raccordo con il Comune di Casoria, che ha prontamente attivato il Centro Operativo Comunale. Inviati mezzi e uomini della Protezione civile regionale e della Sma Campania: 30 volontari, tre psicologi dell’emergenza per il supporto alle famiglie, transenne e due autobotti da 15mila litri per garantire il rifornimento idrico alla popolazione, dopo l’interruzione dell’acqua. A seguire da vicino l’evolversi della situazione è l’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, in costante contatto con il sindaco di Casoria e con il presidente della Regione, Roberto Fico. “In questa situazione, resa più complessa dal crollo dell’edificio, la nostra priorità assoluta è l’incolumità dei cittadini e il supporto alle famiglie coinvolte – ha dichiarato Zabatta –. La Protezione civile regionale è pronta a impiegare tutte le risorse necessarie. Stiamo fornendo un’assistenza più ampia e strutturata per far fronte ai disagi dei residenti. Continueremo ad aggiornare costantemente sull’evoluzione dei lavori e sulle misure di sicurezza adottate”. Tra i residenti sgomberati, la rabbia si mescola alla paura. “Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene. Che abbiamo piccoli segnali e ora hanno aspettato questo”, si sfoga Roberto all’Ansa un residente che viveva nello stabile con moglie e figli. “Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati, facevamo la fine dei topi. Ora devono aggiustare tutto e restituirci le case”. La notte è stata lunga per decine di famiglie: alcuni hanno trovato ospitalità in albergo, altri presso parenti e amici. Tra chi è rimasto senza un tetto anche diversi cani, evacuati insieme ai proprietari. Scene di disperazione si sono consumate all’alba davanti alle macerie, mentre le mura rimaste in piedi continuavano a sgretolarsi. A evitare la strage è stato Domenico, un giovane residente da poco sposato, che per primo ha lanciato l’allarme notando anomalie strutturali nella propria abitazione. Un sopralluogo tecnico ha poi confermato la presenza di acqua in quantità anomala alla base dello stabile, portando allo sgombero immediato. La Regione Campania segue la vicenda dal primo momento. “Considerata la richiesta dell’amministrazione comunale e la situazione che si è determinata – si legge in una nota – la Protezione Civile regionale, attraverso la SMA Campania, ha inviato due autobotti da 15mila litri. L’assessora Fiorella Zabatta, d’intesa con il presidente Roberto Fico, si è recata sul posto per seguire la situazione da vicino”. Ora si lavora per garantire tutte le condizioni di sicurezza e per individuare soluzioni abitative per gli sfollati. Intanto, tra le macerie di via Cavour, resta l’amarezza di una tragedia sfiorata e la domanda, sempre più forte, su quanto si sarebbe potuto fare prima.












