martedì, Maggio 12, 2026
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Disabilità e istruzione, stop alle disuguaglianze territoriali: nasce il Lep scolastico

ROMA (alads – amda) – Un diritto che finora dipendeva dal luogo di nascita, dal bilancio del Comune o dalla sensibilità delle amministrazioni locali, prova finalmente a diventare uguale per tutti. Con la Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, numero 199), lo Stato compie un passo decisivo verso il rafforzamento dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, introducendo per la prima volta i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale. I commi 706-711 dell’articolo 1 definiscono un quadro normativo di portata storica, dando attuazione all’articolo 117 della Costituzione e fissando uno standard minimo nazionale che dovrà essere garantito su tutto il territorio. L’obiettivo è chiaro: rendere esigibile e uniforme il diritto al supporto educativo e comunicativo per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata in età evolutiva, superando le disuguaglianze territoriali che per anni hanno caratterizzato il sistema. Il Lep è finalizzato a garantire un’assistenza adeguata, permanente e personalizzata, nel rispetto dei principi di inclusività, non discriminazione e pari accesso al diritto all’istruzione. Il perno dell’intero impianto resta il Piano educativo individualizzato (Pei), che individua i bisogni dello studente e definisce risorse, modalità di intervento e obiettivi educativi. Il contenuto minimo del LeP, come stabilito dal comma 707, si articola in tre elementi fondamentali: il numero di ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, da assicurare in coerenza con il Pei, l’impiego di personale con specifico profilo professionale e il rispetto di standard qualitativi nazionali. In questo contesto assume un ruolo centrale la figura dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione, professionista finora non garantito in modo omogeneo sul territorio. L’Asacom collabora alla redazione del PEI, promuove l’autonomia personale dello studente, favorisce la comunicazione e l’inclusione sociale e opera in raccordo con docenti, famiglie e servizi territoriali. Una funzione distinta e complementare rispetto a quella dell’insegnante di sostegno e del personale ausiliario, essenziale per rendere effettivo il diritto allo studio. Per programmare il servizio in modo strutturale, il comma 708 prevede l’istituzione di un registro nazionale per la ricognizione del fabbisogno territoriale delle ore di assistenza e degli utenti coinvolti. Il registro, che dovrà essere operativo entro il 31 dicembre 2027, sarà gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, e alimentato dai dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso il sistema informativo Sidi. In attesa della piena operatività del registro, è prevista una fase transitoria per gli anni 2026 e 2027. In questo periodo, gli enti territoriali competenti – Comuni, Province e Città metropolitane, secondo le competenze regionali – dovranno garantire il servizio quando previsto dal PEI, assicurando una media annua non inferiore a 50 ore di assistenza per studente certificato, sulla base delle risorse disponibili. Il parametro rappresenta un obiettivo di riferimento e non un vincolo rigido, lasciando spazio a integrazioni con risorse proprie o accordi tra enti. La riforma non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il finanziamento avverrà attraverso il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, il Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi (Fels) e le risorse di Regioni ed enti locali, secondo un modello di cofinanziamento finalizzato a ridurre i divari territoriali. Con l’introduzione dei Lep, la Legge di Bilancio 2026 segna un passaggio strutturale: l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione non è più una concessione variabile, ma un diritto da garantire in modo uniforme. La vera sfida si gioca ora nella fase attuativa. Il biennio 2026-2027 sarà decisivo per verificare se principi e norme riusciranno a tradursi in servizi concreti, capaci di assicurare pari opportunità di inclusione scolastica su tutto il territorio nazionale.

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