SANTA MARIA CAPUA VETERE (rgl) – Un’alba di sirene e arresti ha spezzato il silenzio nel Casertano, mettendo fine a una lunga scia di violenza, intimidazioni e traffici illeciti. La Polizia di Stato di Caserta ha eseguito un’imponente operazione contro un’organizzazione criminale armata dedita al traffico di stupefacenti, con base nel rione popolare ex Iacp di Santa Maria Capua Vetere. Su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione armata finalizzata al traffico di droga, estorsione, omicidio, tentato omicidio, favoreggiamento personale, detenzione e porto abusivo di armi, uso di dispositivi telefonici in carcere, nonchĂ© acquisto, detenzione, raffinazione, vendita e trasporto di sostanze stupefacenti. Tutti i reati risultano aggravati dall’aver agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertĂ tipiche dei clan di camorra. Parallelamente, su richiesta del Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, il gip del medesimo Tribunale ha disposto la custodia cautelare anche per tre minorenni, ritenuti gravemente indiziati degli stessi delitti. Le misure sono state eseguite dagli agenti della Squadra Mobile, dei Commissariati della Questura di Caserta e del Reparto Prevenzione Crimine “Campania”, con il supporto del Reparto Volo della Polizia di Stato di Napoli.
Le indagini hanno ricostruito l’esistenza di una consorteria criminale strutturata, che tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 sarebbe stata teatro di un violento conflitto interno per il controllo delle piazze di spaccio nel territorio di Santa Maria Capua Vetere. Le dinamiche mafiose del sodalizio si sarebbero manifestate con un tentato omicidio, ritenuto risposta a una “stesa” avvenuta il 5 ottobre 2023. Il culmine della violenza è stato raggiunto nella notte di Capodanno 2024, quando un uomo è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre accendeva i fuochi d’artificio per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. A questo si aggiunge un altro episodio, avvenuto il 10 maggio 2024, durante il quale un colpo d’arma da fuoco, fortunatamente non andato a segno, è stato esploso contro uno spacciatore che si era rifiutato di acquistare droga dal gruppo criminale. Dopo l’omicidio di Capodanno, l’organizzazione avrebbe assunto il pieno controllo dello spaccio nel rione ex IIacp , imponendo regole e prezzi del mercato, attirando a sé pusher e gestori delle piazze di spaccio. Il predominio sarebbe stato consolidato con metodi tipicamente mafiosi: sostegno economico ai detenuti e alle loro famiglie, controllo sulle case popolari, disponibilità di armi e uomini – anche minorenni – e una fitta rete di fiancheggiatori. Il sodalizio avrebbe poi tentato di espandere il proprio potere su tutto il territorio sammaritano e nei comuni limitrofi, ricorrendo a intimidazioni violente per costringere gli spacciatori a rifornirsi esclusivamente dal gruppo o sostituendo i pusher preesistenti con affiliati all’organizzazione. Nel corso delle indagini, alcuni degli indagati erano già stati arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio. Gli investigatori hanno accertato che il gruppo criminale avrebbe movimentato ingenti quantitativi di cocaina, crack e hashish, confermando l’elevata pericolosità del sodalizio.









