NAPOLI (rgl) – Un bambino ferito, una donna incinta in pericolo, un parente in arresto imminente: così iniziava l’incubo per decine di anziani, ingannati da voci al telefono che si spacciavano per forze dell’ordine. Nella mattinata di oggi, la Procura della Repubblica di Napoli ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione a delinquere con base operativa nel capoluogo campano. L’organizzazione, secondo quanto emerso dalle indagini, era specializzata in truffe ai danni di persone anziane, messe in atto con un metodo tanto collaudato quanto spietato. Le vittime, tutte tra i 75 e gli 89 anni, venivano contattate telefonicamente da un sedicente “maresciallo” che riferiva di un grave incidente stradale provocato da un familiare, spesso senza assicurazione. Per aumentare la pressione psicologica, si parlava di bambini feriti o donne incinte in pericolo di vita. L’unica via per evitare l’arresto del parente, secondo il racconto, era un immediato risarcimento in contanti o gioielli. Il sodalizio criminale, attivo dal dicembre 2024, ha messo a segno almeno nove episodi in diverse province italiane — da Alessandria a Lecce — ricavando circa 200mila euro. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno documentato anche un vero e proprio “bombardamento telefonico” per impedire alle vittime di contattare familiari o le forze dell’ordine. In alcuni casi, gli indagati si vantavano esplicitamente di voler “far piangere” le vittime per piegarle psicologicamente. Uno dei promotori dell’organizzazione dirigeva le operazioni mentre si trovava agli arresti domiciliari. Oltre ai sette arresti, il Gip ha disposto misure cautelari meno restrittive per altre quattro persone, ritenuti coinvolti in singoli episodi: obbligo di dimora nel Comune di Napoli e presentazione quotidiana presso il commissariato di zona.






