mercoledì, Maggio 13, 2026
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Totòtruffa” a Napoli: inquilino e sosia vendono casa all’insaputa del proprietario, arrestati

NAPOLI (rgl) – Una truffa da film, degna di “Totò Truffa ’62”, messa in scena nel cuore di Napoli. Un appartamento venduto senza che il vero proprietario ne sapesse nulla, un sosia reclutato per fingere l’identità del venditore e un rogito apparentemente regolare: così due uomini sono riusciti a incassare decine di migliaia di euro prima di finire in manette. Tutto ruota attorno a un’abitazione di via Cariteo, a Fuorigrotta, a pochi passi dallo stadio Maradona. Il vero proprietario è un 79enne residente a Chiaia. Nell’appartamento vive un inquilino, un 44enne napoletano, che paga regolarmente l’affitto dal 2022. È proprio lui a chiedere al proprietario il permesso di effettuare alcuni lavori di ristrutturazione e, ottenuto l’ok, si fa consegnare documentazione dell’immobile, dati catastali e copia del documento di identità. Da qui prende forma la truffa. Il 44enne individua un 71enne che gli somiglia in modo impressionante e lo convince a impersonare il proprietario. Nel frattempo clona la carta d’identità del 79enne e mette l’appartamento in vendita. Trova due acquirenti interessati: dopo vari sopralluoghi e una breve trattativa, il prezzo viene fissato a 145mila euro. La compravendita sembra procedere senza intoppi. Si arriva persino al rogito notarile: nello studio, le parti firmano e gli acquirenti consegnano al finto proprietario assegni per 95mila euro. Il saldo, 50mila euro, sarebbe dovuto arrivare successivamente. L’immobile viene intestato ai compratori e l’atto registrato regolarmente al catasto. Tutti, compreso il notaio, risultano ignari della truffa. A far saltare il piano è il nipote del 79enne. Chiacchierando con lo zio, scopre che l’inquilino aveva chiesto di ristrutturare e che possedeva tutta la documentazione della casa. Insospettito, avvia una verifica al catasto: la scoperta è sconvolgente. L’appartamento risulta già venduto, con tanto di atto notarile stipulato pochi giorni prima. Il nipote contatta il notaio, anch’egli vittima del raggiro, che si presenta ai carabinieri della stazione di Chiaia per denunciare l’accaduto. Racconta che a breve era previsto il pagamento del saldo finale. Scatta così la trappola. Il giorno dell’appuntamento, nello studio notarile si presentano due nuovi “collaboratori” del notaio: in realtà sono carabinieri in borghese. Quando i falsi venditori arrivano per incassare i 50mila euro, vengono arrestati in flagranza. Durante la perquisizione, i militari sequestrano tre telefoni cellulari, appunti, documenti notarili, carte di credito, un assegno bancario e due carte d’identità false. In manette finiscono Pasquale P., 44 anni, e Nicola C., 71 anni, ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

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