NAPOLI (rgl) – Ancora collaudi, ancora disagi. Sulle linee vesuviane della Circumvesuviana si profila l’ennesima settimana difficile per migliaia di pendolari, costretti a fare i conti con la sospensione anticipata del servizio ferroviario per consentire i test dinamici dei nuovi treni Stadler. Una scelta che sta alimentando un diffuso malcontento nei territori del nolano e del vesuviano. A dar voce alla protesta sono Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook No al taglio dei treni della Circumvesuviana, Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo Circumvesuviana-Eav, l’avvocato Marcello Fabbrocini, presidente del Comitato civico A. Cifariello di Ottaviano, e Salvatore Alaia, presidente del Comitato civico E(A)Vitiamolo di Sperone, che parlano di un disagio “annunciato e evitabile”. Dalla prossima settimana Eav ha infatti comunicato la chiusura anticipata, con modalità diverse, del servizio viaggiatori su tutte le linee vesuviane. In particolare, a essere maggiormente penalizzate risultano ancora una volta le tratte Baiano e Sarno, già colpite in passato da riduzioni dell’offerta ordinaria, oltre alla Napoli–Sorrento. “Sulla Baiano il servizio viene interrotto tre ore prima e per tre giorni consecutivi, sulla Sarno due ore prima per due giorni, così come sulla Sorrento – sottolineano i rappresentanti dei pendolari – una scelta che non trova alcuna giustificazione”. Secondo Ciniglio, Ferraro, Fabbrocini e Alaia, fermare in anticipo il servizio viaggiatori significa colpire soprattutto lavoratori e studenti, in nome di una logica di risparmio che scarica i costi sui cittadini. “Il comunicato aziendale parla dell’impossibilità di effettuare i test di notte – spiegano – ma dalle 17.30 in poi, su molte tratte, è già “notte” per i pendolari. Sarebbe più corretto dire che si preferisce pagare servizi bus sostitutivi ai privati piuttosto che riconoscere lo straordinario ai dipendenti”. Una situazione che riaccende il tema della disparità di trattamento tra territori. “Quante volte ancora il nolano e il vesuviano dovranno subire questa discriminazione?”, si chiedono i portavoce, ricordando come i nuovi treni, tra prove in linea e test, abbiano finora prodotto solo un aumento dei disagi e confermato, a loro avviso, “la scarsa attenzione del management Eav verso i pendolari”. In attesa di un incontro con i nuovi vertici regionali, i rappresentanti dei comitati e dei gruppi di utenti ribadiscono il loro disappunto per l’ennesimo stop anticipato. “Comprare pagine pubblicitarie sui giornali non basta a nascondere i fallimenti – concludono. Serve un cambio di passo vero, perché innovazione e sicurezza non possono continuare a viaggiare sulle spalle di chi ogni giorno prende il treno”.





