
CASAMARCIANO (adv) – Per anni è rimasto in silenzio, avvolto dall’edera, dal tempo e dall’incuria. Oggi, invece, il Castello Mercogliano di Casamarciano è tornato a parlare. E lo fa attraverso una frase incisa nella pietra, una promessa d’amore che attraversa i secoli e diventa il simbolo di una rinascita: “Vi prego gentilmente di concedermi la mano di vostra figlia. Noi ci amiamo, vi prometto che farò di tutto per renderla felice”. Non si conoscono l’autore, l’epoca né il volto della giovane a cui quelle parole erano destinate. Ma quella dichiarazione, rimasta intatta su un muro del Palazzo Mercogliano, racconta ancora oggi un tempo in cui i sentimenti si affidavano alla pietra e alla speranza.

Durante i lavori di restauro, la nuova proprietà ha scelto di non cancellarla, ma di preservarla come segno indelebile della memoria del luogo. Da questa visione nasce il progetto di recupero e valorizzazione voluto dagli imprenditori campani Giuseppe Iesu e Gaetano Casillo, che hanno deciso di investire su un bene storico segnato dall’abbandono, ma ancora capace di emozionare e raccontare. Un intervento che ha restituito dignità e bellezza non solo al Castello, ma anche all’antica chiesa di Santa Maria del Plesco, al bosco circostante e agli spazi monumentali, oggi tornati fruibili. “Sapevamo che non sarebbe stato un percorso semplice”, racconta Giuseppe Iesu, presidente di Iesu Corporate. “Quando si interviene su un bene culturale bisogna fare i conti con vincoli, burocrazia e procedure complesse. È un terreno su cui molti si fermano. Ma noi sentivamo che questo luogo meritava di essere salvato e restituito alla sua comunità”. Dove altri avrebbero visto soltanto ostacoli, Iesu e Casillo hanno scelto di vedere un’opportunità. Non un rischio da evitare, ma una sfida da affrontare con pazienza, determinazione e visione.

“Le difficoltà non ci hanno mai scoraggiato – prosegue Iesu – al contrario, ci hanno spinti ad andare avanti con ancora più convinzione”. Il progetto del Castello Mercogliano va oltre la dimensione immobiliare. Ogni scelta è stata guidata dal rispetto dell’identità storica del luogo, valorizzandone l’unicità architettonica e paesaggistica senza snaturarne l’essenza. L’obiettivo non era solo recuperare mura e spazi, ma restituire un’anima a un luogo che rischiava di scomparire. “Quando Giuseppe mi ha parlato per la prima volta di questo progetto, ne sono rimasto subito affascinato”, spiega Gaetano Casillo. “Vedere questo luogo in quello stato di incuria era un colpo al cuore. Non stiamo solo restaurando un immobile: stiamo ridisegnando il futuro di un simbolo del territorio. Vogliamo farne un punto di riferimento culturale capace di attrarre anche i giovani”. Il Castello Mercogliano è così tornato a vivere, diventando simbolo di una rigenerazione che coniuga impresa, cultura e appartenenza. Un progetto che parla anche di appartenenza: quella di due imprenditori che hanno scelto di investire nella propria terra, credendo nel suo potenziale umano e culturale. Oggi quelle mura, che custodiscono una promessa d’amore incisa nella pietra, tornano a parlare al presente. E raccontano che la rinascita è possibile quando visione e passione scelgono di camminare insieme.






