giovedì, Maggio 21, 2026
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Napoli, rapina da 500mila euro a Posillipo con sentinelle e complicità interna: 5 arresti

NAPOLI (rgl) – Un assalto armato studiato nei dettagli, una rete di complicità interne ed esterne e un bottino da mezzo milione di euro. È questo lo scenario ricostruito dagli investigatori che, nella mattinata odierna, hanno portato all’esecuzione di cinque misure cautelari per una rapina pluriaggravata avvenuta a Posillipo. La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di cinque persone. Per due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due gli arresti domiciliari, mentre un quinto soggetto è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, dei reati di rapina pluriaggravata e sequestro di persona aggravato, commessi all’interno di un’abitazione di via Posillipo, ai danni di un noto imprenditore napoletano. Secondo quanto ricostruito, il 5 novembre 2024 due uomini armati di pistola si sarebbero introdotti nell’abitazione, prendendo in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio — quest’ultima ritenuta successivamente compartecipe del reato. Le vittime sarebbero state neutralizzate e legate mani e piedi con fascette, consentendo ai rapinatori di impossessarsi di numerosi orologi di lusso, per un valore complessivo stimato in circa 500.000 euro. L’immediata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile con il supporto del commissariato Posillipo, si è sviluppata attraverso l’escussione delle vittime e di testimoni, oltre a una complessa attività tecnica, che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati. Le indagini hanno inoltre consentito di accertare che, oltre ai due rapinatori materiali, avrebbero preso parte all’azione altri tre soggetti: due con il ruolo di “sentinella” e una dipendente della famiglia, che avrebbe agito come “facilitatrice”. Per la fuga, gli autori del colpo avrebbero utilizzato veicoli provento di furto.

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