giovedì, Maggio 21, 2026
spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Crediti fiscali fantasma e bilanci gonfiati: sequestrati 14 milioni a una società salernitana

SALERNO (rgl) – Un fiume di crediti fiscali acquistati a prezzi stracciati, bilanci gonfiati e imposte compensate con somme che, secondo gli inquirenti, non sarebbero mai dovute esistere. È questo lo scenario che ha portato al sequestro di oltre 14 milioni di euro nei confronti di una società salernitana operante nel settore del trasporto merci su strada. La Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda denaro, crediti fiscali e beni nella disponibilità della società, per un valore complessivo di 14.168.471,21 euro, pari all’ammontare dei crediti d’imposta ritenuti inesistenti e utilizzati per compensare imposte dovute negli anni 2022 e 2023. L’indagine trae origine da una verifica fiscale condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, che ha consentito di ipotizzare il reato di indebita compensazione di debiti tributari mediante l’utilizzo di crediti edilizi fittizi. Sotto la lente degli investigatori sono finite una serie di operazioni di acquisto di crediti fiscali, avvenute in seconda cessione, effettuate a partire dal dicembre 2022 e proseguite fino al 2024. Secondo quanto ricostruito, i crediti provenivano da circa 90 soggetti cedenti che presentavano numerose anomalie: imprese di recente costituzione, soggetti qualificabili come evasori totali, amministratori privi di qualsiasi competenza nel settore edilizio e documentazione tecnica carente o del tutto insufficiente. In alcuni casi, i fascicoli risultavano addirittura identici per importi e contenuti, mentre alcune identità apparivano palesemente artefatte. La società avrebbe acquistato tali crediti a circa il 60% del valore nominale, iscrivendo nei bilanci 2022 e 2023 milioni di euro come “proventi vari” e utilizzandoli per compensare imposte e contributi dovuti. Un meccanismo che, secondo l’accusa, avrebbe consentito un duplice vantaggio: da un lato un rilevante risparmio fiscale, dall’altro un utile d’esercizio artificialmente incrementato. Le ipotesi di responsabilità non riguardano soltanto il rappresentante legale della società, ma coinvolgono anche l’amministratore di fatto, il responsabile amministrativo e due consulenti che avrebbero preso parte alle operazioni di compravendita dei crediti fiscali. Le indagini proseguono per delineare nel dettaglio ruoli e responsabilità nell’ambito di un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe alterato in modo significativo la corretta contribuzione fiscale.

spot_img

I PIÙ POPOLARI

This site is protected by wp-copyrightpro.com