giovedì, Maggio 21, 2026
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Napoli, fatture false e conti esteri: 5 arresti per un giro da 60 milioni con il sistema dell'”underground banking”

NAPOLI (rgl) – Un fiume di denaro che scorreva lontano dai circuiti ufficiali, tra fatture false, conti esteri e valigette di contanti: è lo scenario emerso da una complessa indagine della Procura di Napoli che ha portato all’arresto domiciliare di cinque persone, accusate di aver messo in piedi un sofisticato sistema di “underground banking”. Su delega del Procuratore della Repubblica, militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di cinque indagati, a vario titolo, per emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Le indagini, coordinate dalla III Sezione – Criminalità Economica della Procura partenopea, hanno consentito di individuare un gruppo di persone originarie della provincia di Napoli che, attraverso una società “schermo” solo formalmente operante nel commercio di materiale ferroso, avrebbero ideato e realizzato un articolato meccanismo fraudolento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema si basava sull’emissione di fatture false per operazioni inesistenti, per un valore nominale complessivo di circa 60 milioni di euro. A tali documenti fiscali facevano seguito bonifici bancari che venivano immediatamente trasferiti su conti correnti esteri, localizzati in Belgio, Germania, Lussemburgo, Bulgaria e Olanda, con successiva retrocessione in contanti alle società “clienti”. L’illecito si sarebbe articolato in tre fasi: la società bisognosa di liquidità effettuava bonifici alla società cartiera utilizzando fatture false; i fondi venivano poi “dirottati” verso conti esteri; infine, le somme, al netto di una “commissione”, venivano restituite in denaro contante ai soggetti utilizzatori. In accoglimento della richiesta della Procura, il gip del Tribunale di Napoli ha disposto nei confronti degli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari. Due delle persone destinatarie del provvedimento svolgono pubbliche funzioni: una appartiene all’Arma dei Carabinieri, l’altra alla Polizia Locale di Napoli. Nel corso dell’esecuzione della misura cautelare, i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, coadiuvati dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli e supportati da unità cinofile, hanno effettuato 14 perquisizioni tra abitazioni e attività commerciali in Campania. All’esito delle operazioni sono state sequestrate somme di denaro contante, in parte occultate, per un totale di circa 230 mila euro.

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