sabato, Maggio 9, 2026
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Caserta, paziente salvato con operazione complessa: impiantate due protesi al cuore

CASERTA (rgl) – All’Azienda Ospedaliera di Caserta si è concluso con successo un intervento cardiochirurgico tra i più complessi eseguiti negli ultimi anni, su un paziente affetto da una grave patologia valvolare combinata: una severa valvulopatia mitralica con estesa calcificazione dell’anello (Mac) associata a stenosi aortica severa. Una condizione rara, che richiede competenze altamente specialistiche e una pianificazione chirurgica di livello avanzato. Il caso è stato affrontato all’interno del Dipartimento Cardiovascolare, diretto dal prof. Paolo Calabrò, attraverso il modello dell’Heart Team, che ha riunito cardiochirurghi, cardiologi clinici e interventisti, specialisti dell’imaging, anestesisti cardiochirurgici e intensivisti. Una squadra multidisciplinare che ha valutato ogni dettaglio clinico per definire la strategia più sicura per il paziente. L’intervento, eseguito dal dottor Andrea Montalto, direttore della Cardiochirurgia, ha previsto una procedura combinata: l’impianto di una protesi mitralica transcatetere all’interno dell’anello calcificato – tecnica nota come valve-in-MAC – e, in contemporanea, l’utilizzo di una protesi aortica sutureless, scelta che ha permesso di ridurre in modo significativo i tempi di clampaggio aortico e di circolazione extracorporea, fattori cruciali nei pazienti ad alto rischio. I controlli ecocardiografici intraoperatori e postoperatori hanno confermato il corretto funzionamento di entrambe le protesi, con un quadro emodinamico stabile e senza complicanze maggiori. Il paziente ha avuto un decorso regolare ed è stato dimesso dopo pochi giorni, con un netto miglioramento dei sintomi. “Un caso di sanità di eccellenza – sottolinea il direttore generale Gennaro Volpe – che conferma il ruolo dell’Aorn di Caserta come riferimento per la cardiologia e la cardiochirurgia di elevata complessità. È la dimostrazione di quanto un modello organizzativo fondato sull’integrazione delle competenze, sull’uso di tecnologie avanzate e sulla presa in carico multidisciplinare possa fare la differenza nei casi più difficili”.

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